3 giugno 2015 / 09:54 / 2 anni fa

Carige, titolo in calo in vista aumento, domani atteso Cda su prezzo

MILANO, 3 giugno (Reuters) - Banca Carige continua a perdere terreno in vista dell‘aumento di capitale da 850 milioni che dovrebbe partire la prossima settimana.

Il mercato si aspetta un sconto elevato sul Terp che secondo indiscrezioni stampa sarà in un range del 30-35% per un‘operazione dal forte effetto diluitivo.

Intorno alle 11,30 circa il titolo dell‘istituto genovese perde l‘1,23% a 6,42 euro, la peggiore performance tra i bancari italiani dell‘indice Ftse Italia All-Share Banks in ribasso dello 0,4%. Volumi per oltre 420.000 pezzi su una media giornaliera di circa 600.000.

Nell‘ultimo mese Carige è sotto pressione sulle attese della ricapitalizzazione e dai massimi di chiusura dell‘anno dello scorso 11 maggio il titolo ha perso oltre il 15%. Il saldo da inizio anno resta comunque positivo per quasi il 18%.

Ai prezzi attuali Carige capitalizza circa 665 milioni di euro.

Fonti vicine all‘operazione confermano che per “domani pomeriggio è stato convocato il Cda” della banca per fissare i termini dell‘aumento una volta ricevuto il via libera della Consob alla pubblicazione del prospetto alla ricapitalizzazione, atteso tra oggi e domani.

Se le previsioni sono rispettate l‘aumento potrà partire lunedì 8 giugno.

L‘aumento di capitale è il principale tassello del capital plan presentato alla Bce per il rafforzamento patrimoniale dopo la bocciatura degli stress test dello scorso anno e da cui era emerso un fabbisogno di capitale di 813,4 milioni di euro.

“Ci aspettiamo che il consorzio di garanzia, sul modello di quanto già visto con l‘aumento di capitale di Banca Mps, propenda per un elevatissimo sconto di emissione, al fine di minimizzare i rischi di accollo dei titoli, ampliando il più possibile il gap tra TERP (Theoretical Ex-Right Price) e prezzo di emissione”, commenta Icbpi in una nota.

Secondo qualche indiscrezione di stampa le banche del consorzio intendono proporre uno sconto nella parte più alta del range di 30-35%.

Si tratterebbe comunque di uno sconto meno penalizzante rispetto al 38,9% applicato da Mps nel proprio aumento di capitale e anche rispetto al 40% della precedente operazione di ricapitalizzazione da 800 milioni dello stesso istituto genovese dello scorso giugno.

Il consorzio di garanzia è guidato da Mediobanca e ne fanno parte anche BofA Merrill Lynch, Credit Suisse , Deutsche Bank, J.P. Morgan Securities e UniCredit CIB in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners.

Banco Santander, Commerzbank e Nomura International agiscono come joint bookrunners.

(Andrea Mandalà)

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