BREAKINGVIEWS-Debito PartnerRe potrebbe ostacolare mire degli Agnelli

martedì 2 giugno 2015 13:21
 

di Neil Unmack

LONDRA, 2 giugno (Reuters) - PartnerRe potrebbe ostacolare le mire degli Agnelli. Il gruppo riassicurativo con sede nelle Bermuda sostiene che l'offerta di Exor minaccia il proprio rating. L'affermazione è discutibile ma la presenza di un'ampia platea di azionisti privilegiati potrebbe rendere la tesi più convincente.

Le azioni privilegiate di PartnerRe potrebbero infatti contribuire a determinare l'esito della battaglia per il controllo della società riassicurativa, che sta cercando di respingere l'offerta ostile di Exor e approvare un progetto di fusione alternativo con Axis. Queste ultime rappresentano circa il 13% del capitale totale della società ma potrebbero controllare fino al 40% dei diritti di voto in virtù del loro basso valore nominale, che le ha rese popolari tra i piccoli investitori. In base alla legge delle Burmuda, il peso del loro voto vale come quello delle azioni ordinarie.

PartnerRe sostiene che Exor, con un rating relativamente basso (BBB+), potrebbe trovarsi a dover utilizzare la liquidità dell'assicuratore per onorare il proprio debito, rendendo così più probabile che neppure gli azionisti privilegiati ricevano dividendi. Il gruppo riassicuratore ammette anche che un'acquisizione potrebbe declassare il rating delle azioni privilegiate a 'BBB-', un gradino sopra "junk", ipotesi che Exor esclude. In effetti non c'è nessun legame diretto fra i rating delle due società che potrebbe innescare un downgrade. Exor afferma inoltre anche che la sua proposta sottrarrebbe meno liquidità rispetto ai buyback programmati da PartnerRe e Axis. Tuttavia, è difficile separare completamente il merito di credito Exor da quello di PartnerRe. Se gli altri investimenti della holding della famiglia Agnelli andassero male, Exor potrebbe infatti trovarsi in difficoltà con i rimborsi e ricorrere anche alla liquidità di PartnerRe.

Tra azionisti delle privilegiate, gli istituzionali potrebbero non avere problemi ma non così i retail, a cui fanno capo forse due terzi delle azioni della categoria. E le agenzie di rating difficilmente faranno commenti sull'impatto della possibile acquisizione di Exor prima del voto sulla fusione con Axis.

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