BORSE ASIA-PACIFICO -Indici negativi, dollaro a max 13 anni su yen

giovedì 28 maggio 2015 08:57
 

INDICE                      ORE  8,45    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                   498,63       -0,91    467,23
 TOKYO                       20.551,46    0,39     17.450,77
 HONG KONG                   27.458,73    -2,22    23.605,04
 SINGAPORE                   3.412,10     -0,37     3.365,15
 TAIWAN                      9.712,84     0,20      9.307,26
 SEUL                        2.110,89     0,16      1.915,59
 SHANGHAI COMP               4.738,44     -4,11     3.234,68
 SYDNEY                      5.713,10     -0,21     5.411,02
 MUMBAI                      27.520,34    -0,16    27.499,42
 
    
28 maggio (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico sono oggi
nuovamente in calo, mentre il dollaro ha raggiunto i massimi da
13 anni contro lo yen.
    Intorno alle 8,45 italiane l'indice Msci dell'area
Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, scende
dello 0,9%.
    La borsa giapponese segna la decima chiusura positiva,
rafforzata anche dalla debolezza dello yen che premia l'export,
con la serie più lunga dal febbraio 1988.
    Vanno particolarmente male le borse cinesi, dopo che un
crescente numero di società di broker ha ristretto le regole di
accesso al margin financing. Ma il calo è attribuito anche alle
prese di profitto prima di una nuova ondata di quotazioni in
borsa, la settimana prossima, che per alcuni analisti potrebbero
congelare liquidità per circa 5.000 miliardi di yuan, più di 800
miliardi di dollari. HONG KONG perde oltre il 2%, con Prada
 a -1,7%. SHANGHAI lascia sul terreno al momento più
del 4%.
    SYDNEY ha chiuso nuovamente in calo, dopo che la seduta era
partita al rialzo, dopo che i dati sulla spesa del settore
business più deboli delle attese hanno provocato il timore che i
tagli ai tassi d'interesse non riescano a rilanciare l'economia
come sperato.
    TAIWAN ha chiuso in lieve rialzo, grazie ad alcuni titoli
del settore tech, ed è positiva anche SEUL, sulla speranza di un
accordo tra la Grecia e i suoi creditori, che eviterebbe un
potenziale default.  
    
    
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