25 maggio 2015 / 11:55 / 2 anni fa

PUNTO 1-Bpm, probabile due advisor per M&A,no contrasti tra Cdg e Cds-Anolli

(Aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

MILANO, 25 maggio (Reuters) - Pop Milano sceglierà probabilmente due advisor che accompagneranno la banca nella scelta delle possibili aggregazioni anche se al momento il processo è in corso e nessuna decisione è stata presa.

Lo ha detto Mario Anolli, presidente del Cdg di Bpm a margine di un incontro con il Comune di Milano a palazzo Marino.

“Presumiamo di si, ma al momento non c‘è nulla”, ha risposto Anolli a chi gli chiedeva se l‘orientamento della banca fosse quello di scegliere due advisor.

Il presidente ha comunque smentito indiscrezioni stampa di contrasti tra il Consiglio di gestione e il Consiglio di sorveglianza sulla scelta dell‘advisor e l‘ipotesi di due mandati per conto rispettivamente dei due board.

“Uno a testa direi proprio di no, c‘è grandissima collaborazione, sarà una scelta condivisa”, dice Anolli che aggiunge: “Di solito chi paga gli advisor è la parte gestionale”.

“Non sono testimone di nessuno screzio” tra Cgd e Cds. “Ognuno lavora nell‘ambito delle proprie responsabilità, c‘è un confronto di idee”, spiega Anolli.

Nel processo di scelta dell‘advisor l‘esclusività, ovvero farsi accompagnare da chi non è impegnato con altre banche sul tema del consolidamento “è un elemento che viene considerato. Chi fa cosa e per chi”, ha aggiunto il presidente che non ha voluto dare indicazioni né sui candidati né sulla tempistica.

Secondo fonti finanziarie almeno cinque banche d‘affari sono in lizza per seguire Bpm sulle opzioni di fusione nell‘ambito dell‘imminente ondata di consolidamento tra popolari innescata dalla storica riforma del settore. Tra le banche in corsa ci sarebbero Jp Morgan, Mediobanca e Barclays.

“Il processo (di scelta dell‘advisor) è in corso, lo stiamo facendo seriamente ed è ad ampio raggio. Verrà scelto in modo molto ponderato”, dice Anolli.

“Non c‘è nessuno che ci corre dietro”, aggiunge.

NON ATTENDISMO SU M&A

In generale sulla tempistica della possibile aggregazione Anolli si limita a indicare il limite dei 18 mesi imposto dalla nuova legge sulla trasformazione delle principali banche popolari in Spa.

La banca ha tuttavia una sua “tempistica interna che è quella di non giocare sull‘attendismo perché, man mano che le cose si chiariscono, rimandare le decisioni è più rischioso che coltivarle”, sottolinea Anolli.

Non sembra preoccupare al momento il ricorso in Corte Costituzionale, da parte della Regione Lombardia, contro la riforma del sistema delle banche popolari varata dal Governo.

“Immagino che siano cose abbastanza lunghe”, dice Anolli.

“Il compito del Consiglio di gestione è quello di affrontare i problemi quando arrivano. Oggi c‘è una legge e noi ci occupiamo delle sue ripercussioni”, aggiunge.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto ‘Palazzo Marino, Palazzo Museo’, realizzato in partnership tra il Comune e Banca Popolare di Milano, il sindaco Giuliano Pisapia, ha auspicato che la popolare milanese non cambi nome in seguito alla trasformazione in Spa e all‘attesa fusione.

“So che è un periodo di cambiamento per il settore. Spero però che Bpm non cambi nome, faremo di tutto per evitarlo”, ha detto Pisapia. La sollecitazione è stata accolta da Anolli.

“La sede e l‘identità milanese sono elementi importanti che verranno considerati”, ha poi aggiunto il presidente del Cdg della banca.

(Andrea Mandalà)

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