Mps presenterà nuovo piano a Ue dopo aumento, nessuna garanzia su ok-prospetto

venerdì 22 maggio 2015 19:00
 

MILANO, 22 maggio (Reuters) - I nuovi target del piano industriale di Mps, approvati lo scorso 8 maggio, verranno presentati alla Commissione Ue dopo l'aumento di capitale e a oggi non vi sono garanzie che siano approvati.

Lo scrive la banca senese nel prospetto sull'aumento di capitale da 3 miliardi di euro che parte lunedì per concludersi il 12 giugno.

"In considerazione degli elementi di variazione intervenuti successivamente all'approvazione del Piano di Ristrutturazione da parte della Commissione europea, che hanno reso alcune delle assunzioni ipotetiche originarie non più attuali, il Consiglio di amministrazione della banca ha approvato in data 8 maggio 2015 i nuovi obiettivi, che nelle intenzioni della banca verranno presentati alla Commissione europea ad esito dell'aumento di capitale e del rimborso dei nuovi strumenti finanziari", si legge nel prospetto.

La banca ha rinviato di un anno, al 2018, i target contenuti nel piano industriale. In particolare l'utile netto di 880 milioni di euro circa è ora previsto al 2018 e non al 2017 come nella precedente formulazione.

"Sebbene la banca auspichi che la Commissione europea adotti un approccio cooperativo nell'analisi dei nuovi obiettivi e della proposta di modifica della banca in relazione a determinati impegni, non vi sono garanzie che la Commissione europea approvi i nuovi obiettivi ovvero qualsiasi altra modifica al piano di ristrutturazione e/o agli impegni relativi al piano di ristrutturazione", prosegue il prospetto.

"La Commissione europea potrebbe inoltre imporre alla banca condizioni ulteriori e più onerose, con possibile conseguente necessità di modifica dei nuovi obiettivi medesimi ovvero avviare un'indagine sull'aiuto di Stato concesso alla Banca tramite i nuovi strumenti finanziari ed esigere il rispetto degli impegni assunti dalla banca nel contesto della procedura per gli aiuti di Stato e dell'emissione dei nuovi strumenti finanziari", si legge ancora nel prospetto.

"In tale scenario, la Commissione europea potrebbe decidere di intraprendere azioni volte a garantire il rispetto dalla disciplina in materia di aiuti di Stato e/o comminare sanzioni nei confronti dell'Italia e/o della banca stessa", conclude il prospetto su questo punto.

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