PUNTO 1-Commissione Ue boccia reverse charge per grande distribuzione

venerdì 22 maggio 2015 18:17
 

(Aggiorna con dettagli, reazione Mef)

BRUXELLES/ROMA, 22 maggio (Reuters) - La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione per il Consiglio in cui si oppone alla richiesta italiana di derogare alle norme sull'Iva per introdurre il meccanismo di reverse charge nella grande distribuzione, che vale circa 700 milioni di euro. Lo ha detto la portavoce Ue ai servizi finanziari, Vanessa Mock.

"La richiesta del meccanismo di reverse charge non è in linea con l'articolo 395 della direttiva Iva", ha detto Mock.

"Inoltre non c'è sufficiente evidenza che la misura contribuisca a combattere le frodi", ha aggiunto la portavoce.

Il reverse charge (letteralmente inversione contabile) prevede che negli scambi sia l'acquirente a versare l'Iva, non il venditore.

Dall'estensione di questa misura alla grande distribuzione, introdotta con la legge di Stabilità 2015, il governo ha previsto maggiori entrate per 700 milioni.

La Commissione ha aggiunto di avere ancora sotto esame l'altro meccanismo antievasione sull'Iva contenuto in legge di Stabilità, il cosiddetto split payment, o scissione dei pagamenti, secondo il quale le amministrazioni pubbliche pagano l'Iva sui beni e servizi acquistati non ai fornitori ma direttamente all'erario.

In caso di bocciatura di entrambe le misure, è prevista in legge di Stabilità una clausola di salvaguardia con un corrispettivo aumento delle accise sulle benzine a partire da luglio pari a 1,7 miliardi.

Il ministro Pier Carlo Padoan ha però detto che il governo è impegnato ad eliminare tutti gli aumenti di tasse contenuti in clausole di salvaguardia. Un impegno ribadito anche oggi dopo la decisione dell'esecutivo comunitario.   Continua...