Falsi bond, chiusa inchiesta Milano su ex docente Bocconi e altri 20

mercoledì 20 maggio 2015 17:33
 

MILANO, 20 maggio (Reuters) - La procura di Milano ha chiuso l'inchiesta con l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di investitori nazionali ed esteri e istituti di credito a carico dell'ex docente a contratto dell'Università Bocconi Alberto Micalizzi e altre 20 persone.

Lo riferiscono fonti a conoscenza del dossier e una nota della Guardia di Finanza, aggiungendo che fra i reati ipotizzati ci sono anche abusivismo finanziario e sostituzione di persona e che gli "ingiusti profitti ammontano complessivamente a circa 215 milioni di euro".

Non è stato possibile al momento avere un commento dall'avvocato di Micalizzi.

La chiusura inchiesta, o 415 bis, è di solito l'atto prodromico alla presentazione da parte della procura delle richieste di rinvio a giudizio.

Nel comunicato della Gdf si legge che le indagini, dirette dal pm Tiziana Siciliano e svolte dal Nucleo di polizia tributaria di Milano, "hanno permesso di individuare gli appartenenti a due distinte associazioni a delinquere" che avrebbero truffato in particolare "investitori nazionali ed esteri, sottoscrittori di quote di fondi di investimento offshore, i cui dati contabili sono stati artificiosamente alterati con l'attribuzione di falsi profitti; istituiti di credito e di altri operatori economici, mediante la falsificazione di atti fideiussori".

Micalizzi, ora in libertà, era stato arrestato nel maggio dello scorso anno insieme ad altre 14 persone. Fra le società e le banche truffate, secondo quanto risultava dall'ordinanza di custodia cautelare del 2014, figuravano Snam , Ubi Banca, JP Morgan, Pirelli, la filiale di Ubs di Monaco e Simgest. Fra le modalità delle presunte truffe anche quella di mettere in circolo falsi bond.

L'attività di Micalizzi, da presidente e direttore investimenti della società di gestione di hedge fund Dynamic Decisions Capital Management, era finita anche nel mirino della Financial Service Authority britannica, che nel maggio 2012 gli aveva vietato di operare sui mercati, sanzionandolo con una multa di 3 milioni di sterline, la più alta mai applicata a un individuo in un caso non legato al market abuse.

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