Eni e Saipem, Grillo annuncia richiesta inchiesta parlamentare

mercoledì 13 maggio 2015 13:20
 

ROMA, 13 maggio (Reuters) - I parlamentari del gruppo del Movimento 5 stelle chiederanno una commissione di inchiesta su Eni e Saipem.

Lo ha annunciato Beppe Grillo, intervenendo all'assemblea di bilancio di Eni in corso a Roma, dove il comico e leader politico si è presentato con una delega per due azioni.

"Vi dò una notizia: abbiamo chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta su Saipem ed Eni", ha detto Grillo.

L'intervento del fondatore dei 5 stelle si è dipanato su due filoni: la politica estera della multinazionale italiana e il coinvolgimento nelle inchieste con contestuale richiesta di adozione di criteri di onorabilità per gli amministratori del gruppo. L'altra traccia ha riguardato il futuro dell'Eni per il quale Grillo ha paventato una "una svendita all'estero" come avvenuto recentemente, ha detto, per altre aziende italiane.

Lo scorso febbraio la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex AD di Eni, Paolo Scaroni, e altri sette indagati, oltre che per le società Eni e la controllata Saipem , nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria. In un altro filone, un'inchiesta della procura di Milano, che ipotizza il pagamento di tangenti per l'acquisto da parte dell'Eni della licenza per l'esplorazione di un campo petrolifero in Nigeria, vede indagati fra gli altri l'AD Claudio Descalzi e il suo predecessore Scaroni.

L'intervento è stato interrotto da un azionista di minoranza e dalla presidentessa Emma Marcegaglia che ha ricordato a Grillo le responsabilità che si stava assumendo per quanto detto.

Dalle invettive di Grillo si è salvato solo l'AD Descalzi per il quale il leader politico ha espresso simpatia dopo aver ascoltato la relazione sul futuro della società e lo sviluppo delle attività verdi: "Mi ha convinto, spero che sia stato coinvolto in modo innocente" nelle inchieste, ha detto dopo aver ricordato che anche l'AD è stato sentito come "testimone assistito" in indagini su ipotesi di reato per corruzione internazionale.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto gli addebiti.

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