May 12, 2015 / 4:24 PM / 2 years ago

PUNTO 1-Banche, a giugno decreto su recupero crediti - fonte

3 IN. DI LETTURA

* Le sofferenze valgono il 20% circa degli impieghi bancari

* Bad bank, governo non vede via libera Ue in tempi brevi

* Rinviato a ottobre dossier su ammortamento fiscale sofferenze (Aggiunge contesto)

ROMA, 12 maggio (Reuters) - Il governo punta a varare entro giugno un decreto legge per velocizzare il recupero dei crediti con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di un mercato dei cosiddetti 'non performing loans'.

Lo dice a Reuters una fonte governativa aggiungendo che al momento è in stallo il negoziato con l'Unione europea sulla Bad bank munita di garanzia publica.

L'altra gamba del progetto governativo è di natura fiscale e consiste nel ridurre a 1 da 5 anni l'arco temporale entro il quale è possibile dedurre fiscalmente le perdite da svalutazione.

Le banche dovranno però pazientare: la misura sarà valutata a ottobre, nell'ambito della prossima legge di Stabilità, aggiunge la fonte.

Il governo considera la montagna di sofferenze accumulate dalle banche, circa il 20% degli impieghi, come una delle ragioni principali che limitano l'offerta di credito a famiglie e imprese.

Da qui nasce il progetto di mettere in piedi un veicolo sponsorizzato dallo Stato che compri dalle banche le partite deteriorate.

Ma la Direzione sulla concorrenza della Commissione europea vede qualsiasi ipotesi di garanzia pubblica come un aiuto di Stato e pertanto la fonte esclude un via libera in tempi brevi.

L'esecutivo ha quindi deciso di accelerare sul capitolo dedicato alle procedure fallimentari, che non richiede l'approvazione di Bruxelles.

I tempi lunghi di escussione delle garanzie sono uno dei principali freni allo sviluppo di un mercato dei non performing loans.

Ad inizio marzo, durante un'audizione parlamentare, Unicredit ha calcolato in 7 anni la durata media delle procedure concorsuali.

L'escussione di una tipica garanzia immobiliare richiede circa 5 anni, quattro volte più che in ogni altra parte dell'area euro, secondo uno studio di Goldman Sachs.

Il Fondo monetario internazionale colloca l'Italia al 35esimo posto sui 36 Paesi Ocse per l'efficacia regolamentare nel recupero crediti.

"Ridurre di 2 anni i tempi medi di escussione può aumentare del 10% il valore dei non performing loans", dice la fonte.

L'Ocse ha spronato l'Italia a creare tribunali specializzati per il recupero dei crediti e a favorire soluzioni di natura extragiudiziale tra creditori e debitori.

(Alessandra Galloni e Giuseppe Fonte)

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