12 maggio 2015 / 10:14 / tra 2 anni

PUNTO 2-Pensioni, Consulta non dice di pagare tutto subito-Renzi

* Difficile decreto in settimana. Questione da studiare bene

* Renzi: ‘tesoretto’ bruciato dalla sentenza

* Premier ribadisce: la soluzione rispetterà le regole Ue (Aggiunge dichiarazioni Padoan in coda)

ROMA, 12 maggio (Reuters) - Dopo la sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni, il governo sta studiando una soluzione che sia rispettosa delle regole europee tenendo conto che non vi è un obbligo di un reintegro immediato per tutti gli assegni.

Lo ha detto il premier Matteo Renzi in una intervista al video forum sul sito di Repubblica in riferimento al pronunciamento della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il mancato adeguamento all‘inflazione per le pensioni da tre volte il minimo Inps (circa 1.400 euro al mese) in su decisa dal governo Monti per il 2012-2013.

Renzi apre dunque all‘ipotesi di reintegri modulati nel tempo. Lo stesso ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato nel week end di reintegri graduali “tenendo conto delle fasce di reddito sia in termini di arretrati sia di trattamenti futuri”.

I rimborsi peseranno sul bilancio del 2015, così come la maggiore spesa strutturale dovuta al ricalcolo degli assegni.

“La sentenza non dice che bisogna pagare tutto domani mattina; nei prossimi giorni verificheremo le carte”, ha detto Renzi precisando che il governo, come ha fatto la Corte per giungere alla pubblicazione della sua sentenza, si prenderà il tempo necessario per decidere e qualunque sia la soluzione “non cambiano i saldi, ci manterremo dentro le regole europee”.

Renzi ha detto di aver appreso della sentenza “dalle agenzie il 30 aprile” a fronte di una decisione assunta dalla Consulta il 30 marzo.

Anche Padoan ieri a Bruxelles ha detto che “si troverà una soluzione che sarà in armonia con i dettami della sentenza della Corte e che rispetterà i parametri che stanno già nel Def”.

Alla domanda se per rispettare la sentenza sarà intaccato il cosiddetto tesoretto, cioè quello 0,1 di gap tra deficit tendenziale e programmatico indicato nel Def e stimato intorno a 1,6 miliardi, il premier ha ammesso: “Mi ero preparato delle misure sul tesoretto che dopo la sentenza mi devo rimangiare. Si pone un problema per i conti pubblici ma siamo in grado di risolverlo”.

Il sottosegretario al Tesoro Enrico Zanetti, di Scelta civica, ha proposto di individuare in otto volte il minimo Inps, circa 3.500 euro, “il limite oltre il quale non restituire i soldi”.

Renzi non ha risposto alla domanda se il decreto per adempiere alle sentenza sarà varato prima o dopo le elezioni regionali del 31 maggio, cosa che lascia intendere che il provvedimento non arriverà questa settimana.

Padoan, al termine dell‘Ecofin, ha parlato di soluzione “a pochi giorni”.

“Sto andando a Roma per incontrarmi con i tecnici del ministero e poi con il presidente del Consiglio per chiudere questa questione il più presto possibile”.

(Francesca Piscioneri)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below