E.on Italia, closing con Eph atteso a fine mese, vendita idro a Erg si complica

mercoledì 13 maggio 2015 12:54
 

* AD Bettone: Inchiesta Procura Sassari rende deal più difficile

* Per asset eolici E.On non ci sono pretendenti - fonte

di Giancarlo Navach

MILANO, 11 maggio (Reuters) - Il closing delle cessione delle centrali a gas e carbone di E.On Italia ai cechi di Eph è atteso per fine mese, mentre si complica la vendita degli impianti idroelettrici di Terni (531 mw) - sul tavolo c'è l'offerta di Erg - a seguito anche dell'inchiesta avviata a metà aprile dalla Procura di Sassari.

L'inchiesta coinvolge alcuni dirigenti di E.On produzione, l'ex genco che detiene anche gli asset idroelettrici, per inquinamento ambientale alla centrale a carbone di Fiumesanto, destinata, insieme a quelle termoelettriche, alla ceca Eph per una capacità complessiva di 4.500 megawatt.

Nel corso di una call con gli analisti l'Ad di Erg, Luca Bettonte, ha detto che "quello che complica è lo spezzatino deciso da E.On che non vende solo gli impianti idroelettrici, ma anche le centrali termoelettriche e a gas a Eph. Inoltre, la complicazione viene anche all'indagine investigativa che sta ritardando la decisione e la sua finalizzazione".

Secondo quanto riferisce una fonte finanziaria a Reuters, il passaggio di proprietà delle centrali termoelettriche ai cechi dovrebbe comunque concludersi entro il mese e l'operazione ha un valore intorno ai 300 milioni. Per quanto riguarda la partita dell'idroelettrico - che vale intorno a 0,9-1 miliardo di euro - a Erg l'inchiesta in corso non fa piacere, sottolinea la fonte, perché l'offerta è per E.On produzione, la scatola che ha, oltre agli impianti termoelettrici che saranno separati per venderli ai cechi, anche gli asset idroelettrici per ragioni legate alle concessioni.

Di un allungamento dei tempi per la vendita degli asset italiani ha parlato la scorsa settimana l'Ad del colosso tedesco, Johannes Teyssen, che si attende di chiudere la partita per la fine del 2015.

Gli altri asset da vendere, a seguito della decisione della utility tedesca di procedere allo spezzatino delle attività italiane, non accettando quindi l'offerta di Edison per tutti gli asset, sono i 300 MW di impianti eolici, per i quali al momento non sembrano esserci pretendenti, mentre le centrali fotovoltaiche sono state cedute al fondo F2i per una capacità di generazione complessiva di 49 megawatt. Secondo un'altra fonte, il fondo infrastrutturale potrebbe essere interessato anche agli asset eolici.   Continua...