Wdf, proposta acquisto cinese Boyu vincolata a ok cinque aeroporti -lettera

martedì 12 maggio 2015 07:30
 

MILANO, 12 maggio (Reuters) - La proposta di acquisto avanzata dal gruppo cinese Boyu Capital per World Duty Free , risultata perdente rispetto a quella della svizzera Dufry, era condizionata al via libera al cambio di controllo da parte di alcuni aeroporti dove il gruppo italiano opera e che rappresentano quasi la metà delle sue attività.

E' quanto si legge in una lettera che Edizione Holding, la finanziaria del gruppo Benetton che controlla il 50,1% di Wdf, ha inviato a Financial Times in risposta a un articolo apparso ieri.

Nella lettera, che Reuters ha avuto modo di vedere, si precisa che l'efficacia dell'offerta presentata dal gruppo cinese, contrariamente a quella di Dufry, "era sospensivamente condizionata all'ottenimento del nulla osta o waiver al cambio di controllo di World Duty Free da parte di alcune delle autorità aeroportuali concedenti".

Più in particolare, il closing era subordinato al nulla osta "da parte di cinque importanti aeroporti, che complessivamente rappresentano circa il 40% del fatturato e circa il 50% dell'ebitda del gruppo Wdf". I Benetton avrebbero dovuto dunque farsi carico del rischio di mancato buon esito dell'operazione.

Ft riportava invece l'affermazione di un rappresentante di Boyu, secondo cui "le condizioni dell'offerta non erano per nulla diverse da quelle dell'offerta vicente".

I Benetton, proseguiva l'articolo, hanno preferito vendere il gestore di duty free per 3,6 miliardi di euro (10,25 euro per azione) al gruppo svizzero, creando il campione mondiale del settore, pur in presenza di una offerta più alta, a 12,30 euro per azione, dal gruppo cinese.

Proprio su questo punto un socio di minoranza ha chiesto a Consob di indagare sulla vendita, aggiungeva il giornale, per valutare eventuali danni ai soci di minoranza.

Consob ha confermato di star valutando l'operazione, procedura usuale nei casi di passaggi di proprietà di quotate.

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