11 maggio 2015 / 12:07 / tra 2 anni

PUNTO 2-Pensioni, soluzione rispetterà target deficit, debito - Padoan

(Aggiunge Moscovici)

BRUXELLES, 11 maggio (Reuters) - La soluzione alla sentenza della Consulta sulle pensioni sarà coerente con gli obiettivi di riduzione del deficit e del debito già fissati nel Documento di economia e finanza (Def).

Lo precisa il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, a margine dell‘Eurogruppo sulla Grecia.

La Consulta ha bocciato la deindicizzazione nel biennio 2012-2013 per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps, poco più di 1.400 euro al mese. Di conseguenza i rimborsi peseranno sul bilancio del 2015, così come la maggiore spesa strutturale dovuta al ricalcolo degli assegni.

“Si troverà una soluzione che sarà in armonia con i dettami della sentenza della Corte e che rispetterà i parametri che stanno già nel Def”, ha detto il ministro.

Il Def conferma per quest‘anno il target di deficit al 2,6% del Pil e pone le basi per raggiungere nel 2017 il pareggio di bilancio strutturale, al netto del ciclo e delle una tantum.

Obiettivi irragiungibili rispettando alla lettera la sentenza che, spiega una fonte governativa, comporta oneri complessivi per circa 19 miliardi, 13-14 al netto dell‘Irpef dovuta sugli assegni rivalutati.

“Nel Def ci sono vari coefficienti fiscali che sono rilevanti ai fini del rispetto delle regole, cioè l‘indebitamento, l‘aggiustamento strutturale per il Mto e la regola del debito. Quelli sono descritti, credo, in modo dettagliato nel Def. Noi contiamo di restare entro quei parametri”, dice Padoan.

Fiducioso il commissario Ue per gli Affari economici Pierre Mscovici che, dopo aver avuto in serata un incontro con Padoan, ha dichiarato: “La sensazione è che le autorità italiane siano ampiamente coscienti del problema e che vogliano affrontarlo rapidamente. Questo è l‘auspicio della Commissione”.

Già ieri Padoan, in un‘intervista al Messaggero, aveva chiarito che l‘esecutivo intende restituire solo una parte dell‘indicizzazione e “con un criterio di gradualità, quindi tenendo conto delle fasce di reddito sia in termini di arretrati sia di trattamenti futuri”.

Il sottosegretario al Tesoro Enrico Zanetti, di Scelta civica, propone di individuare in otto volte il minimo Inps, circa 3.500 euro, “il limite oltre il quale non restituire i soldi”.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi venerdì per il varo del decreto che darà attuazione alla sentenza.

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