8 maggio 2015 / 15:18 / tra 2 anni

PUNTO 1-Bper, SpA e fusione in 2016, si guarda a Lombardia e Veneto - Caselli

(aggiunge altre dichiarazioni Caselli)

di Andrea Mandalà

MILANO, 8 maggio (Reuters) - Bper vede tempi lunghi per le operazioni di trasformazione in Spa e fusione e punta a effettuarle in contemporanea nel 2016.

Lo ha detto il presidente dell‘istituto modenese Ettore Caselli a margine dell‘assemblea di Icbpi.

“Si va senz‘altro al 2016, dubito molto al 2015”, ha detto Caselli, specificando che “tenterò di fare contemporaneamente la trasformazione in Spa e la fusione”.

In generale sui tempi di trasformazione della governance e del conseguente consolidamento bancario Caselli dice che, anche alla luce di recenti colloqui con vertici di altre popolari, “sarà un‘operazione a lungo termine, non credo che sarà un processo breve”.

“Ovviamente bisogna rispettare i 18 mesi” di tempo stabiliti dal decreto, convertito in legge, per il passaggio in Spa, “però rispetto ad alcune notizie di stampa che davano per certo movimenti da parte di qualche banca subito dopo le assemblee, in effetti non c‘è stato”.

Per Caselli, e in particolare sulle attese fusioni “ci sono molte perplessità” soprattutto in termini di governance che dovranno però essere superate in favore di buoni progetti industriali.

Il rischio maggiore, ha aggiunto il banchiere, riguarda invece le possibili ricadute occupazionali in termini dalle operazioni di fusione e i tempi necessari per assorbire i probabili esuberi.

“I tempi saranno molto duri, non facili, ma ce la faremo”,ha commentato.

Nonostante le previsioni di tempi più dilatati per la nuova governance la banca modenese vuole comunque farsi trovare pronta e per questo si è già messa al lavoro sul tema per studiare gli aspetti legali anche con la consulenza di uno studio milanese, ha detto Caselli.

Non è stato invece scelto ancora l‘advisor finanziario che potrà appoggiare la banca nelle scelte strategiche di M&A.

INTERESSE RESTA PER VENETO E LOMBARDIA, NON GENOVA

Quanto a possibili partner, Bper conferma un interesse per le popolari del Veneto e della Lombardia, mentre sembra lontana l‘ipotesi di un matrimonio con Banca Carige.

“A me piace sia il Veneto che la Lombardia”, mentre “Genova è un po’ lontana”, ha detto Caselli.

Nelle scorse settimane anche l‘AD Alessandro Vandelli ha detto che il focus in tema di aggregazioni è sulle popolari lombarde e venete di dimensioni simili o più contenute, dichiarazioni che sembrano chiudere la porta alle rivali più grandi come Ubi e Banco Popolare.

In merito poi a una riedizione della fusione con Popolare Milano già tentata e poi fallita nel 2007 dopo la bocciatura della componente sindacale maggioritaria del board milanese, Caselli ha risposto: “per noi il no è stato un grosso colpo, ce l‘abbiamo ancora sullo stomaco ma adesso i tempi sono cambiati”.

Caselli non ha negato possibili problemi di governance relativamente ad un‘operazione con Piazza Meda ma “dobbiamo riuscire a fare questo salto e superare”, ostacoli di questo genere.

PRIMA DI M&A CREARE ZOCCOLI DURI SOCI CON 20-25% CAPITALE

Per Caselli in vista delle fusioni è fondamentale innanzitutto consolidare l‘azionariato, attualmente eccessivamente frammentato, in noccioli duri di soci che possano arrivare a detenere quote significative del capitale e formare anche dei patti di sindacato per un periodo di due-tre anni.

“Io mi sto smuovendo su questo: sui grandi soci e sui grandi clienti, che però non devono essere solo clienti che hanno grandi possibilità economiche, ma devono capire la nostra filosofia, che è quella di rimanere vicini al territorio”, ha detto Caselli.

“Credo di riuscire ad avere uno zoccolo duro del 20-25%, che potrebbe essere già una buona sponda: quando saremo su quella base probabilmente inizieremo a parlare di fusioni anche perché non posso rischiare di andare a un’ operazione senza sapere qual è la base”, ha concluso.

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