April 30, 2015 / 4:03 PM / 2 years ago

Mps, contatti con Nomura per chiudere Alexandria - fonti

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di Stefano Bernabei e Silvia Aloisi

ROMA/MILANO, 30 aprile (Reuters) - Monte dei Paschi e Nomura stanno tenendo contatti informali per cercare di chiudere la complessa operazione di ristrutturazione del derivato Alexandria che pesa nel bilancio della banca senese ed è oggetto di indagini della magistratura.

Due fonti a conoscenza del dossier hanno detto a Reuters che i contatti sono in corso anche se non si può parlare di una vera negoziazione. Una delle fonti dice che si lavora per cercare di trovare una soluzione anche prima dell'aumento di capitale da 3 miliardi che la banca deve completare entro luglio e che, a meno di slittamenti rispetto ai tempi annunciati, si appresta a far partire tra fine maggio e fine giugno. L'aumento è garantito da un consorzio di banche fino al 30 giugno.

La banca ha detto di aver calcolato a fine gennaio che una chiusura unilaterale di questi contratti comporterebbe per Siena un costo lordo di un miliardo da riconoscere a Nomura, anche se l'eventuale transazione avrebbe un impatto prossimo allo zero sul Core Tier 1.

Nomura e Mps non hanno commentato.

La banca centrale europea ha evidenziato che l'esposizione di Mps verso Nomura a causa di Alexandria, superiore a 3,4 miliardi e indicata genericamente all'interno delle grandi esposizioni nel bilancio 2014 di Mps, pesa per il 34,7% circa sui 9,9 miliardi di patrimonio di vigilanza, superando il limite del 25% consentito. L'aumento programmato riporterebbe in gran parte nei ranghi l'eccesso di esposizione, ma lascerebbe la banca esposta ai rischi di liquidità e patrimoniali conseguenti alla mantenimento in bilancio dei vari pezzi che compongono Alexandria.

Per esempio un aumento del credit spread sui Btp di 60 punti mangerebbe 300 milioni di patrimonio. Nel bilancio 2014 inoltre la banca evidenzia un deposito di collaterale a favore di Nomura da 2,2 miliardi e una linea di credito (Repo facility) che Nomura può tirare fino a 3 miliardi e che era utilizzata al 31 dicembre per quasi 2 miliardi.

Una delle fonti ha definito Alexandria "una bomba a tempo" nei bilanci di Siena, spiegando che Mps potrebbe cercare molte soluzioni per ridurre la sua esposizione alternative alla chiusura, che però sarebbe la soluzione migliore.

Per questo Francoforte ha chiesto a Mps di rientrare nei limiti, chiudendo questo contratto a meno di impedimenti legali, entro il 26 luglio, data limite per completare il piano di rientro dallo shortfall di capitale emerso con gli stress test.

Subito dopo, sempre sollecitata dalla vigilanza di Francoforte, Mps ha detto che intensificherà la ricerca di un partner, italiano o straniero, con cui fondersi o nel quale confluire.

Alexandria era un complicato veicolo di investimento (Collateralized debt obligation) che Mps comprò da Dresdner bank nel 2005 e che nel 2009 causava perdite milionarie nel bilancio della banca senese. Mps non voleva far emergere questa perdita e decise di ristrutturare Alexandria. L'operazione, fatta da Nomura per Mps nel 2009, è stata realizzata attraverso una complessa operazione di acquisto/vendita a pronti e a termine di 3,05 miliardi di Btp al 2034, e swap di tassi interesse che un esperto sentito da Reuters ha definito "la replica sintetica di un Credit default swap". Su questa operazione, che ha dato luogo a un restatement del bilancio 2012 della banca, sta indagando la Procura di Milano che ha chiesto la scorsa settimana il rinvio a giudizio per le due banche e per cinque persone, tra cui gli autori della transazione all'epoca operativi nelle due banche, per falso in bilancio e manipolazione di mercato.

Lo scorso 22 aprile il presidente della banca Alessandro Profumo non ha commentato la possibile esistenza di trattative con la banca giapponese. "Non ho niente da dire" ha risposto.

Nell'assemblea di metà aprile a Siena, Profumo ha detto che Mps sta ricalcolando il danno da chiedere a Nomura, finora quantificato in circa 1 miliardo davanti al Tribunale di Firenze, in base agli atti dell'indagine secondo cui un funzionario di Nomura avrebbe fatto pagamenti all'ex dirigente Mps con cui aveva effettuato l'operazione.

Questo fatto pur non avendo rilevanza penale potrebbe aiutare Mps nella richiesta danni in sede civile, secondo fonti a conoscenza del dossier.

Alexandria è anche al centro di una causa avviata da Nomura al tribunale di Londra nel 2013, con cui punta a far dichiarare validi e vincolanti i contratti. Mps dal canto suo sostiene in quella corte che Nomura dovrebbe pagare 1,5 miliardi, secondo quando risulta da un filing ala SEC di Nomura del 2015.

Oggi presentando i suoi conti, Nomura ha detto di aver fatto accantonamenti per rischi su cause all'estero senza fornire dettagli specifici.

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