Saipem, Vergine respinge accuse Deminor, ricorre in Cassazione su profit warning

giovedì 30 aprile 2015 13:12
 

SAN DONATO, 30 aprile (Reuters) - L'ad uscente di Saipem , Umberto Vergine, ribadisce che la società resisterà in giudizio in merito alla causa avviata da un gruppo di 64 investitori istituzionali internazionali e annuncia il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha confermato la multa Consob da 80.000 euro sul ritardato annuncio dell'allarme profitti del 29 gennaio 2013.

"La società respinge le censure sollevate e si riserva di svolgere le difese in giudizio e ricorda che ha impugnuato la sentenza della Corte d'Appello e ha fatto appello alla Cassazione e anche su questa tema pende giudizio", ha detto Vergine, rispondendo ad alcuni rilievi mossi nel corso dell'assemblea sul bilancio 2014 da Rosario Marcone di Deminor che rappresenta gli investitori.

Gli investitori rappresentati da Deminor lamentano perdite subite su azioni della società nel periodo dal 13 febbraio 2012 al 14 giugno 2013 e avanzano richiesta di risarcimento danni per 174 milioni.

Marcone ha chiesto alla società di fare chiarezza sul profit warning "la società continua a negare la reale rappresentazione dei fatti invece di scegliere la strada della trasparenza. Ora sappiamo che si è trattato di una vera pulizia dei conti".

Lo scorso dicembre Consob ha multato Saipem per 80.000 euro per il ritardo di 15 giorni nella pubblicazione del profit warning del 29 gennaio 2013.

(Giancarlo Navach)

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