SINTESI-Generali, stop svalutazioni e più dividendi, ragiona su voto maggiorato

giovedì 30 aprile 2015 14:04
 

* Investitori istituzionali esteri in assemblea con il 20,97%

* Nuovo piano non prevede shopping o cessioni

* Focus su Europa, attenzione a Cina, Indonesia

di Gianluca Semeraro

TRIESTE, 30 aprile (Reuters) - Generali promette più dividendi e lo stop alle svalutazioni e si prepara al nuovo piano industriale del 27 maggio che chiuderà la fase di ristrutturazione avviata tre anni fa con l'arrivo del Ceo Mario Greco.

Prende piede sullo sfondo la possibile introduzione del voto maggiorato che rafforzerebbe i soci tradizionali rispetto all'avanzata degli investitori istituzionali esteri, in particolari quelli che ragionano sul breve termine, e che potrebbe essere proposto con la prossima assemblea annuale.

"Lo esamineremo successivamente a quest'assemblea e poi decideremo se portarlo avanti. E' una decisione che spetta agli azionisti con la percentuale prevista nelle straordinarie e cioè il 66% dei voti", ha spiegato il presidente Gabriele Galateri in assemblea dopo aver anticipato il tema ieri in un'intervista a La Stampa.

Il voto maggiorato, che aumenta il potere di voto per i soci che abbiano continuativamente le azioni per due anni, sarebbe una novità rilevante per una compagnia la cui compagine azionaria è destinata a cambiare i suoi equilibri nei prossimi anni: il socio principale Mediobanca cederà un 3% scendendo a circa il 10% a fronte di un peso crescente di investitori istituzionali esteri (quest'anno presenti in assemblea con il 20,97% dal 15,28% del 2014) tra cui spiccano BlackRock (2,61%) e People's Bank of China (2,01%).

Ieri Francesco Gaetano Caltagirone, che ha poco più del 2,2%, ha definito la proposta "estremamente positiva". E nei giorni scorsi anche Lorenzo Pellicioli, AD di DeAgostini, socio con il 2,43%, pur non esprimendo il punto di vista da azionista ma "da osservatore", ha dichiarato che "se c'è un'azienda in cui il voto maggiorato sarebbe adatto è Generali".   Continua...