Enel, cda vuole allentare norme Mef su onorabilità e decadenza

mercoledì 29 aprile 2015 15:51
 

ROMA, 29 aprile (Reuters) - Il Cda di Enel propone all'assemblea di rendere meno stringenti le norme in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza dei componenti il consiglio stesso introdotte lo scorso anno su inizitiva del ministero dell'Economia.

E' quanto si legge nella documentazione inviata in vista della assemblea straordinaria convocata per il 28 maggio con all'ordine del giorno la modifica dello statuto.

Il nuovo articolo 14-bis della costituzione aziendale non conterrà più (secondo la proposta del cda) i commi 2 e 3 che prevedono la decadenza degli amministratori rinviati a giudizio. Ma manterrà la decadenza in caso di condanna anche non definitiva.

Il cda, si legge nella relazione, suggerisce di subordinare l'applicazione della clausola etica "alla pronuncia di una sentenza di condanna, anche non definitiva e, quindi, emessa quantomeno all'esito di un giudizio di primo grado, anziché alla pronuncia di un mero decreto che dispone il giudizio (o il giudizio immediato). In tal modo si continuerebbe a mantenere, comunque, una disciplina dei requisiti di onorabilità degli amministratori ben più rigorosa rispetto a quella applicabile alla generalità delle società con azioni".

Nella relazione si ricorda che il Mef aveva proposto l'inserimento di analoga clausola negli statuti di altre società con azioni quotate che risultano controllate dal ministero stesso (Eni, Finmeccanica e Terna . Ma tale proposta è stata poi respinta dalle assemblee delle suddette società e, quindi, l'Enel è attualmente l'unica società nel cui statuto figuri la clausola in questione.

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