29 aprile 2015 / 14:28 / 2 anni fa

PUNTO 1-Saipem, 64 investitori chiedono danni per 174 mln, accusano sovrastima utili

* Avviata azione legale prezzo Tribunale di Milano

* Per Saipem richieste infondate e resisterà in giudizio

* Titolo peggiora in Borsa e cede il 2,85% (Accorpa pezzi, riscrive con dettagli)

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Un gruppo composto da 64 investitori istituzionali di vari Paesi ha ieri avviato un‘azione legale presso il Tribunale civile di Milano nei confronti di Saipem per chiedere il risarcimento di circa 174 milioni di euro di danni subiti a fronte di acquisti di azioni Saipem nel periodo dal 13 febbraio 2012 al 14 giugno 2013.

Ad annunciarlo due note: una di Saipem che ritiene le richieste infondate e resisterà in giudizio, l‘altra di Deminor recovery services che sta assistendo gli investitori e ritiene ci sia stata una sovrastima degli utili nel periodo febbraio 2012-giugno 2013.

A Piazza Affari il titolo, già negativo, ha aumentato le perdite e intorno alle 16,25 cede il 2,77% a 11,92 euro.

L‘annuncio dell‘azione legale giunge alla vigilia dell‘assemblea degli azionisti che porterà domani al cambio dei vertici: Stefano Cao succederà a Umberto Vergine, alla guida di Saipem da dicembre 2012.

Le perdite, sostengono gli investitori, si sono manifestate quando Saipem ha informato il mercato il 29 gennaio e il 14 giugno 2013 (con due profit warning) che il suo Ebit sarebbe stato significativamente inferiore del previsto, si legge nella nota. Le informazioni del tutto inattese hanno causato un crollo del prezzo azionario di oltre il 60%.

“Le pretese nascono dall‘asserita mancata informazione corretta da parte di Saipem circa i costi e i ricavi di contratti in essere tra il 13 febbraio 2012 e il 14 giugno 2013. Gli investitori sostengono che la disinformazione ha generato una significativa sovrastima degli utili e quindi un prezzo delle azioni artificialmente gonfiato durante questo periodo” sottolinea il comunicato.

Nell‘azione legale si sostiene inoltre che le informazioni diffuse il 29 gennaio e il 14 giugno 2013 sono state mascherate come profit warning asseritamente causati da nuove circostanze impreviste, mentre sarebbero state in realtà correzioni della sovrastima degli utili eseguite nel periodo.

I consulenti degli investitori hanno cercato di instaurare un dialogo con Saipem prima dell‘avvio dell‘azione legale, ma a tale invito non è seguita alcuna risposta. L‘instaurazione della causa si è pertanto resa inevitabile, conclude la nota.

L‘azienda di ingegnieristica e costruzioni controllata al 43% da Eni sottolinea invece che nella relazione finanziaria 2014 aveva informato che “in relazione ad asseriti ritardi da parte della società nelle comunicazioni al mercato, sono state minacciate possibili azioni risarcitorie da parte di azionisti ed ex azionisti. La società ha valutato le richieste pervenute ritenendole non fondate”.

Lo scorso dicembre Consob ha multato Saipem per 80.000 euro per il ritardo di 15 giorni nella pubblicazione del profit warning del 29 gennaio 2013. Secondo l‘Ente di vigilanza, “il comunicato stampa conteneva informazioni che le evidenze istruttorie hanno dimostrato essere note con precisione a Saipem al più tardi alla data del 14 gennaio 2013”.

Secondo la nota, Consob ha inoltre stabilito che Saipem ha violato i principi contabili internazionali (Ias) nella redazione del bilancio 2012.

Infine, è in attesa di essere chiusa l‘inchiesta aperta due anni fa dalla procura di Milano con le ipotesi di reato di insider trading e aggiotaggio per la vendita del 2,3% del capitale di Saipem avvenuto 24 ore prima del profit warning del 29 gennaio 2013.

(Giancarlo Navach)

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