Acea approva bilancio, pronta per consolidamento, Norges sale al 2,5%

giovedì 23 aprile 2015 14:23
 

ROMA, 23 aprile (Reuters) - L'assemblea di Acea ha approvato il bilancio 2014 e la distribuzione di un dividendo di 0,45 euro per azione che permette al Comune di Roma di incassare quasi 49 milioni di euro.

L'AD Alberto Irace, illustrando all'assemblea la relazione sull'attività svolta, ha anche confermato il ruolo di polo aggregante per il gruppo, sulla spinta al consolidamento del settore che verrà dalle norme della legge di stabilità, che incentivano gli enti locali a cedere le loro società di servizi.

"Le grandi aziende come Acea, Hera, A2A e Iren sono soggetti che possono svolgere un ruolo rilevante di polo aggregante. Abbiamo tutte le carte in regola", ha detto Irace.

"Non ci sono dei target identificati. Nel 2015 e 2016 ci sarà questo scenario su cui dovremo misurarci e contribuire a questo processo nella maniera per noi più proficua per creare valore", ha aggiunto rinviando al momento della presentazione del nuovo piano industriale, a maggio, valutazioni più precise sul se e come partecipare a questo processo.

Il gruppo, che opera nel settore idrico ed elettrico, è controllato al 51% dal Comune di Roma e ha nel suo capitale due grandi soci privati, Caltagirone (15,85%) e Suez Environnement (12,48%), rappresentati in consiglio. Norges Bank è salita al 2,5% dal 2% che risultava finora dal sito Consob.

Il 2014 si è chiuso con un utile di 162,5 milioni di euro ed è stata approvata la distribuzione di un dividendo di 0,45 euro per azione, pari a un payout ratio del 59%. Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 giugno 2015 con stacco cedola in data 22 giugno e record date il 23 giugno.

"Acea deve poter avere una politica di dividendo stabile nel tempo con una policy di payout che vedo nella forchetta 55-60%", ha detto l'AD di Acea, rispondendo a un'azionista.

Irace ha detto che il gruppo ha una solida struttura finanziaria e con un debito, 2,09 miliardi a fine 2014, tornato sotto il 3% in rapporto all'Ebitda.

"Riteniamo che un rapporto del 3% (debito netto su ebitda) sia un ordine di grandezza ragionevole per una società come la nostra che opera in un regime di business regolato", ha detto Irace.   Continua...