Banda larga, al via consultazione pubblica Mise su "aree nere"

mercoledì 22 aprile 2015 17:01
 

ROMA, 22 aprile (Reuters) - Dopo l'annuncio di Telecom Italia del piano per cablare con la fibra ottica 40 città, nei prossimi giorni partirà la nuova consultazione pubblica del ministero dello Sviluppo economico con gli operatori tlc relativa al triennio 2016-2018 per definire le nuove "aree nere", quelle cioè dove non ci sarà necessità di interventi pubblici.

La consultazione è prevista dal piano strategico italiano approvato dal governo il 3 marzo scorso con lo scopo di raggiungere gli obiettivi del piano europeo Bul sulla copertura del territorio nazionale con banda larga e ultrabanda.

Lo rende noto il portavoce del sottosegretario alle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo, Antonello Giacomelli.

"La consultazione, che si tiene ogni anno, è stata anticipata dopo la decisione di Telecom Italia di comunicare un aggiornamento dei propri piani con l'impegno per la copertura di 40 città anche con lo sviluppo di una soluzione Fttb/h" cioè portando la fibra fino ai condomini e alle case degli utenti finali, scrive il portavoce.

"La società in house Infratel comunicherà agli operatori l'apertura della consultazione che durerà un mese", aggiunge la nota.

Infratel è una società in house del ministero dello Sviluppo e soggetto attuatore dei piani banda larga e ultra larga del governo.

"Gli operatori dovranno definire nei dettagli, anche temporali, i propri piani di investimento che si impegneranno formalmente a rispettare, in linea con la normativa europea", scrive il portavoce ripetendo le sollecitazioni che erano state già fatte dal presidente di Cdp Franco Bassanini in un dibattito a distanza con il presidente di Telecom Giuseppe Recchi.

Gli incentivi pubblici per la banda larga devono interessare solo le aree in cui non investono i privati, aveva detto Recchi. "Concordo, ma a condizione che i privati investano davvero e in tempi brevi, se no bene che il governo incentivi a farlo", gli aveva risposto Bassanini. La polemica aveva come sfondo la strategia del governo e lo sviluppo della società di rete Metroweb, attualmente partecipata dal fondo Infrastrutturale F2i e dal Fondo strategico italiano, entrambi partecipati da Cdp .

Bassanini aveva polemizzato con Telecom anche sull'entità dell'investimento, sostenendo che 500 milioni per cablare 40 grandi città sono una cifra insufficiente.   Continua...