RPT-PUNTO 1-Mps, Bce chiede chiusura Alexandria, banca paventa perdita da 1 miliardo -lettera a Pm

giovedì 16 aprile 2015 11:37
 

(Aggiusta Ric Nomura)

SIENA, 16 aprile (Reuters) - Una chiusura anticipata entro luglio del contratto derivato Alexandria fatto con Nomura , chiesta da Bce alla banca Mps, potrebbe causare una perdita lorda di 1 miliardo e indebolirebbe "irrimediabilmente" le azioni legali in essere.

Lo si legge nella lettera inviata il 18 febbraio dalla banca alla procura di Milano in cui si dà notizia di questa richiesta di Francoforte del 10 febbraio, che fissa il termine per la chiusura di questo oneroso contratto al 26 luglio, "a meno che non intervenga un provato impedimento legale nel futuro in conseguenza del provvedimento civile o dell'inchiesta penale in corso".

Proprio per questa ragione la banca, che non commenta questa lettera, sta cercando di far valere con la Procura la validità di questi impedimenti legati ai procedimenti in corso, in modo da avere più tempo per risolvere il caso Alexandria per il quale ha chiesto alla banca giapponese e ai dirigenti coivolti un risarcimento superiore a 700 milioni di euro.

Nessun commento da Nomura ne' dalla Bce.

Nella lettera, ottenuta da Reuters, si sottolinea come "l'attività di ristrutturazione della banca non sia conclusa e che, ancora oggi, parte di queste attività consista nel diritto della banca a ricevere ristoro dei danni subiti".

Al riguardo, "nel contesto dei contatti informali intervenuti sino a questo momento con Nomura, avendo ricevuto richiesta di quantificare la base negoziale per un'eventuale transazione, la posizione assunta (...) è stata quella di richiedere una chiusura totale dell'operazione secondo modalità che consentano di eliminare ogni assorbimento di capitale attuale e prospettico senza costi per la banca".

Venerdì scorso su sollecitazione della Consob, Mps ha detto che in seguito all'esercizio Bce è emerso che l'esposizione verso Nomura per questo prodotto ristrutturato eccede il limite prudenziale del 25%, pesando per circa 3,4 miliardi sui quasi 10 miliardi di patrimonio totale di vigilanza. L'aumento di capitale da 3 miliardi, di cui oggi la Banca chiede oggi il voto in assemblea, permetterà di far scendere il peso di quella esposizione rischiosa sotto l'attuale 34% circa.

Nella lettera alla Procura il presidente Alessandro Profumo e l'AD Fabrizio Viola spiegano ai Pm che i danni che la banca subirebbe a fronte di una volontaria chiusura anticipata dell'operazione sono già stati evidenziati in uno specifico memorandum alla Bce, che ha confermato comunque la propria decisione, pur condizionandola a eventuali impedimenti legali.   Continua...