BORSE ASIA-PACIFICO - Indici in calo, preoccupa Cina

mercoledì 15 aprile 2015 08:55
 

INDICE                        ORE  8,45    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                     510,37       -0,29    467,23
 TOKYO                         19.869,76    -0,20    17.450,77
 HONG KONG                     27.686,19    0,45     23.605,04
 SINGAPORE                     3.541,35     0,58      3.365,15
 TAIWAN                        9.540,06     -1,06     9.307,26
 SEUL                          2.119,96     0,39      1.915,59
 SHANGHAI COMP                 4.130,95     -0,11     3.234,68
 SYDNEY                        5.908,40     -0,64     5.411,02
 MUMBAI                        28.959,42    -0,29    27.499,42
 
    15 aprile (Reuters) - I mercati dell'area Asia-Pacifico sono in calo oggi:
la notizia che la Cina ha centrato i suoi obiettivi sulla crescita è stata
infatti oscurata dai deboli dati sul consumo e sull'attività industriale, che
sottolineano la necessità di maggiori interventi da parte delle autorità di
Pechino.
    La crescita economica del colosso cinese ha rallentato al 7%, ai minimi da
sei anni, nel primo trimestre, ma il risultato è stato comunque migliore di
quanto molti temevano, dopo i dati negativi sul commercio di marzo. Sia le
vendite al dettaglio che la produzione industriale hanno però deluso le
previsioni: soprattutto la produzione industriale è aumentata al tasso più basso
dal 2008, cioè dall'anno della crisi finanziaria. 
    "Ciò non cambia la nostra opinione, che la Cina deve tagliare o le riserve
obbligatorie o i tassi d'interesse tutti i mesi durante i prossimi tre-sei mesi
per impedire che l'economia rallenti ulteriormente", osserva Qi Yifeng, analista
macro del CEBM Group a Shanghai. "Tutti gli altri dati che vediamo, come la
produzione industriale, le esportazioni, la produzione di energia, sembrano
terribili".
    Alle 8,45 ore italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico
, che non comprende Tokyo (oggi negativo: -0,2%), perde circa lo
0,3%. 
    SYDNEY ha chiuso in calo dello 0,65%, con il rimbalzo dei prezzi di
ferro grezzo e petrolio oscurato dai timori crescenti sul rallentamento della
crescita in Cina. A pesare sulla performance della borsa, anche la fiducia dei
consumatori australiani, in calo questo mese. Hanno perso terreno soprattutto i
titoli bancari.
    TAIWAN è la piazza peggiore della regione, trascinata in basso dai
titoli del comparto semiconduttori. L'azienda di chip design MediaTek 
perde quasi il 4%; United Microelectronics, il secondo produttore al
mondo di chip per conto terzi, perde oltre il 3,6%.
    SEOUL chiude al livello più alto dall'agosto 2011, a 2.119,96 punti
(+0,4), sulla speranza che i fondi internazionali continueranno a investire nei
mercati emergenti e che la Cina varerà nuove misure di stimolo economico.
    SHANGHAI ha perso terreno dopo i dati sul Pil cinese, arrivando a
scendere fino a oltre l'1%, ma ha poi ripreso quota, mentre HONG KONG ha
subito solo un lieve calo per restare poi nettamente positiva. Prada 
guadagna oltre lo 0,55%.
    
    
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