RPT-Def, Cgil: 14 miliardi annui tra patrimoniale e tassa successione

martedì 14 aprile 2015 14:58
 

(Corregge refuso nel lead)

ROMA, 14 aprile (Reuters) - Il Def pluriennale varato la scorsa settimana dal governo è "in continuità con la lunga stagione della crisi": non rilancia la crescita e non riduce la disoccupazione.

E' la valutazione della Cgil che stamani ha presentato le sue controproposte al documento di economia e finanza, anche queste all'insegna della continuità con il passato: 14 miliardi annui da reperire attraverso una patrimoniale sui grandi patrimoni finanziari e la reintroduzione della tassa di successione.

"Il Def manca di scelte coraggiose, non affronta il tema della progressività fiscale e dell'evasione e soprattutto si basa sull'idea che il tasso di disoccupazione resterà a due cifre fino al 2019. Si racconta una crescita che non c'è e non si affronta il tema del lavoro", ha sintetizzato la segretaria generale della confederazione, Susanna Camusso.

Poi le ricette anti crisi: l'introduzione di una aliquota progressiva tra lo 0,5 e l'1,8% per la parte di ricchezza finanziaria eccedente i 350.000 euro con un gettito potenziale annuo di 10 miliardi che, per la Cgil, colpirebbe "solo il 5% delle famiglie finanziariamente più ricche" e consentirebbe di creare "oltre 740.000 posti di lavoro aggiuntivi".

Poi un altro evergreen del sindacato: l'aumento della tassa di successione portandola al livello europeo con un gettito potenziale stimato in circa 4 miliardi all'anno. L'idea è quella di incrementare le aliquote attualmente in vigore che sono quelle del governo Prodi del 2006, dopo l'abolizione della tassa da parte di Silvio Berlusconi nel 2001. Queste prevedono una tassazione tra il 4% e l'8% del valore complessivo dell'eredità da calcolare sulla cifra eccedentente 1 milione di euro e che garantisce un introito di 500 milioni circa l'anno.

Una terza proposta riguarda la possibilità di utilizzare i fondi pensione per investimenti che rilancino l'occupazione. Toccherebbe alla Cdp l'individuazione di strumenti finanziari specifici da destinare agli investitori previdenziali "con una emissione dedicata e contrattata di obbligazioni e la progettazione di un apposito fondo chiuso per investimenti in infrastrutture e innovazione industriale".

A chi le faceva notare che il meccanismo proposto dal sindacato è quello classico di un aumento delle tasse, la Camusso ha fatto notare che anche Matteo Renzi nel Def stima un aumento della pressione fiscale dal 43,5% nel 2015 al 44,1 nel 2016, al lordo degli interventi programmatici.

(Francesca Piscioneri)

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