Telecom Italia, incentivi banda larga solo se non investono privati -Recchi

giovedì 9 aprile 2015 16:19
 

MILANO, 9 aprile (Reuters) - Gli incentivi pubblici per la banda larga devono interessare solo le aree in cui non investono i privati, secondo Telecom Italia.

E' "importante sottolineare che le iniziative di intervento pubblico, affinché non sconfinino al di fuori dell'ambito per cui sono state pensate, devono riguardare aree in cui i soggetti privati non hanno investito e non intendono investire", ha detto il presidente Giuseppe Recchi a un convegno a Barcellona, facendo riferimento a rischi di distorsione della concorrenza.

Recchi ha polemizzato indirettamente con il presidente della Cassa, Franco Bassanini, che nei giorni scorsi ha definito insufficienti i fondi stanziati da Telecom per la rete con tecnologia ftth (fiber to the home).

"C'è da rimanere basiti a sentire critiche a privati che vogliono investire quando in tutto il mondo i paesi concorrono per attirare queste risorse", ha aggiunto Recchi. "Questo è veramente il mondo alla rovescia".

La Cdp intende costruire una rete ultra veloce, basata sulla tecnologia ftth e propone che Telecom Itralia diventi azionista di Metroweb, che è attualmente controllata dal fondo infrastrutturale F2i e dal Fondo strategico italiano, controllato dalla Cassa.

Il governo ha approvato un piano di incentivi pubblici agli investimenti nella rete telefonica, che attende però ancora le disposizioni attuative.

Telecom Italia sembra intenzionata a proseguire con il proprio piano di investimenti che si basa sulla tecnologia fttc (fiber to the cabinet, che offre un'ampiezza di banda minore rispetto a ftth) e ftth in 40 città con un investimento di 500 milioni di euro.

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