PUNTO 1-Popolari, Regione Lombardia pronta a entrare in Bpm, Ubi, Pop Sondrio-consigli

venerdì 13 marzo 2015 18:57
 

(Aggiunge dichiarazioni Maroni, Fratta Pasini e Fassina)

MILANO, 13 marzo (Reuters) - La Regione Lombardia è disponibile entrare nel capitale delle banche popolari lombarde con l'obiettivo di preservare i legami con il territorio e salvaguardare l'occupazione, messe in discussione dal recente decreto che prevede la trasformazione in spa degli istituti con asset per più di 8 miliardi.

La proposta viene lanciata da Antonio Saggese, consigliere regionale della lista Maroni Presidente, durante un convegno e incontra il favore del presidente dell'amministrazione regionale lombarda Roberto Maroni. "La proposta mi piace e la valuteremo. se mi convinco che va fatto lo faremo", ha detto Maroni.

L'ingresso della Regione nelle tre popolari lombarde, interessate dal decreto, "è un'alternativa", ha spiegato Saggese sottolineando che l'efficacia di questa opzione dipende dal riconoscimento di una golden share e che ritiene che il Governo difficilmente concederebbe a un ente locale una simile prerogativa.

"Un'altra possibilità è comprare un pacchetto azionario e sindacarlo con altri soci della banca con l'obiettivo di salvaguardare il credito sul territorio e l'occupazione", ha aggiunto, riferendosi ad associazioni di pensionati, imprenditori o artigiani.

Saggese stima che ai corsi attuali acquistare il 2% in Popolare Milano, UBI Banca e Popolare Sondrio costerebbe alla Regione circa 260 milioni di euro, cifra che salirebbe a 1 miliardo se riferito al 5%.

"È chiaro che la Regione questi soldi non li ha. Li avrebbe se ottenesse i 50 miliardi di residuo fiscale" dallo Stato, ha spiegato.

L'iniziativa è aperta a tutti le amministrazioni regionali italiane. "La Regione Lombardia lancia un messaggio. Tutte le regioni ben vengano a confrontarsi su questa tematica", ha concluso Saggese.

Nel corso del convegno il presidente di Banco Popolare Carlo Fratta Pasini ha individuato nelle fondazioni un soggetto adatto a contribuire al mantenimento della mission cooperativa delle banche popolari. "Nulla di concreto", ha però precisato sottolineando che la sua "è una chiamata alle armi" per chi "potrebbe contribuire a creare una stabile base di azionisti per una banca che vuole continuare la sua missione di popolare".

Il deputato Pd Stefano Fassina ha sottolineato che nulla "è scolpito nella pietra". "Dopo l'indagine conoscitiva (proposta da M5s e sostenuta dalla minoranza Pd) dovremmo tornare sulla riforma con un'altra legge perché non è ancora terminato il potere legislativo del Parlamento", ha spiegato Fassina. (Gianluca Semeraro)

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia