13 marzo 2015 / 15:08 / 3 anni fa

PUNTO 2-Eni, taglia cedola 2015 a 0,8 euro, dismissioni per 8 mld al 2018

* In Borsa titolo cede 4,6%, Saipem -5,8%

* Crescita produzione annua attesa al 3,5%

* Investimenti tagliati del 17% a 48 miliardi (Riscrive, aggiorna con dichiarazioni manager)

di Giancarlo Navach

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Per affrontare uno scenario radicalmente mutato rispetto a un anno fa, con il prezzo del brent atteso intorno ai 55 dollari al barile nel 2015, oltre la metà della media degli ultimi quattro anni, Eni ha deciso, prima fra le major del settore, di tagliare del 28,5% la cedola sul bilancio 2015, di sospendere il buyback e di puntare su dismissioni per 8 miliardi nei prossimi quattro anni, con un obiettivo di realizzarne il 70% nei prossimi due anni.

Questi i punti salienti del piano strategico 2015-18 presentato oggi a Londra agli analisti dai vertici dell‘azienda.

La major sarà sempre più focalizzata sul business dell‘oil and gas (la crescita media annua della produzione di idrocarburi è attesa al 3,5% partendo da quota 1,598 milioni di barili giorno a fine 2014), mentre nel gas and Power c‘è un‘accelerazione per riportare la divisione a risultati positivi con un anno di anticipo rispetto al previsto; atteso al 2015 il breakeven nel refing and marketing.

L‘annuncio del calo della cedola, che nel 2014 è stata pari a 1,12 euro per azione, non è piaciuto al mercato che ha penalizzando fortemente il titolo sceso del 4,59% a 15,58 euro. “80 centesimi è un floor”, ha ripetuto più volte l‘Ad, Claudio Descalzi, nel corso della call a Londra, mentre il Cfo, Massimo Mondazzi, non ha escluso l‘ipotesi di ricorrere “allo scrip dividend in futuro”.

Pesante anche la controllata Saipem che lascia sul terreno il 5,78% a 9,045 euro a seguito dell‘annuncio che la cessione della società di ingenieristica e costruzioni controllata al 43% da Eni non rientra nel piano di dismissioni da 8 miliardi. “La nostra strategia è di deconsolidare Saipem, ma vogliamo fare le cose in modo appropriato”, ha sottolineato Descalzi. Nessun commento su quanto hanno detto oggi a Reuters alcune fonti secondo cui Stefano Cao sarà il prossimo Ad di Saipem al posto di Umberto Vergine.

Sul fronte dismissioni, circa il 50% riguarderà la cessione di partecipazioni in recenti scoperte esplorative nelle quali Eni, detenendo quote molto elevate, intende diluirsi pur mantenendo il ruolo di operatore. Una di queste riguarda il Mozambico, dove “i negoziati sono in uno stato molto avanzato”, ha detto l‘Ad.

La cessione delle quote azionarie residue in Snam e Galp rappresenterà circa il 25% mentre il restante 25% deriverà dalla cessione di asset maturi upstream e di attività non-core nel mid-downstream. “Per quanto riguarda il retail gas è qualcosa su cui stiamo lavorando”, ha detto Descalzi riferendosi a una rete di 10 milioni di clienti e al fatto che possa essere venduta.

Infine, il piano di investimenti si ridurrà del 17%, pari a una spesa di circa 48 miliardi.

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