Popolari, toniche in borsa dopo ok Camera a decreto trasformazione in Spa

giovedì 12 marzo 2015 13:03
 

MILANO, 12 marzo (Reuters) - A Piazza Affari l'attenzione degli investitori è sempre rivolta alle banche popolari dopo il via libera della Camera al decreto legge che impone ai principali istituti la trasformazione in Spa.

Dopo il passaggio decisivo in aula ieri, dove sono stati respinti tutti gli emendamenti all'articolo 1 del Dl che prevede che gli istituti di credito con attivi superiori a 8 miliardi dovranno rinunciare al principio del voto capitario, la Camera ha approvato questa mattina il decreto che passa ora in Senato per la seconda e probabilmente ultima lettura.

Il via libera della Camera, anche se atteso, segna comunque un importante passo verso la nuova governance delle popolari che punta a favorire le aggregazioni interne, in un mercato che specula sulla prossima ondata di M&A e delinea i possibili scenari.

Alle 12,45 circa Pop Milano e Banco Popolare, , visti dagli investitori tra i principali protagonisti del processo di aggregazione sono in rialzo rispettivamente dell'1,65% e dell'1,45%.

Poco più indietro Pop Emilia Romagna, inserita nella lista dei soggetti protagonisti dell'M&A, guadagna un punto percentuale. Tra le principali banche popolari, poco mossa Ubi, tra le più patrimonializzate e per questo indicata dai molti come un possibile polo aggregante.

"L'approvazione della Camera era ampiamente atteso e i movimenti dei titoli oggi credo riflettano più un mood generale in vista dell'M&A che la specifica notizia di oggi che, tuttavia, ha il suo rilievo", commenta un trader.

"Sarà importante vedere chi farà il primo passo. C'è grande attenzione su Bpm anche se un altro polo aggregante potrebbe essere Banco Popolare. Comunque le possibilità, e dunque le speculazioni per l'M&A sono molte", aggiunge, ricordando anche un possibile ruolo di Ubi.

Secondo il decreto la trasformazione in Spa dovrà avvenire entro 18 mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni attuative di Bankitalia, ancora da definire.

Il testo uscito dalle commissioni Finanze e Attività produttive prevede tuttavia un regime transitorio: le assemblee chiamate a deliberare la trasformazione in spa potranno introdurre, con una maggioranza inferiore a quella ora prevista dal codice civile, un tetto al 5% dei diritti di voto per al massimo 24 mesi.   Continua...