Cdp, Bassanini vuole società comune con Telecom Italia per Ring-stampa

mercoledì 11 marzo 2015 09:39
 

ROMA, 11 marzo (Reuters) - Una società in comune tra gli operatori, che cresca intorno a Metroweb e che si occupi di realizzare la nuova rete per la banda ultralarga da affidare in maggioranza a Telecom Italia, ma solo dopo che sia stato completato il piano di investimenti.

Lo dice il presidente di Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, in una intervista a Repubblica.

Dove occorre la rete "tutta in fibra, in astratto, la soluzione più efficiente è un'infrastruttura condivisa fra tutti. Si tratta di un monopolio naturale, la concorrenza si può dispiegare tra i fornitori di servizi", ha spiegato Bassanini.

In questa situazione "se la rete fosse partecipata da tutti con un piano di investimenti concordato e adeguate garanzie di parità di trattamento una maggioranza di Telecom Italia potrebbe funzionare. Ma Telecom non vuole condomini" ha spiegato Bassanini ripercorrendo la discussione avuta con Telecom per l'ingresso in Metroweb.

Secondo i vertici di Cdp oggi la partecipazione in maggioranza di Telecom Italia in Metroweb con la maggioranza in mano incontrerebbe un ostacolo nell'Antitrust. "Come è noto abbiamo offerto a Telecom l'ipotesi di entrare in Metroweb, partecipata da Cdp e F2i. Ma l'Antitrust accetterebbe che Telecom, l'incumbent, acquistasse la maggioranza dell'unico operatore di rete neutrale che oggi offre fibra in condizioni di assoluta parità di accesso? Lo farebbe nel momento in cui il nuovo piano di investimenti non è ancora stato realizzato, con il rischio che Telecom possa operare per frenarlo?"." si chiede retoricamente Bassanini.

L'AD di Telecom Marco Patuano ha negato anche questa settmana ipotesi di sviluppi con altri operatori sulla rete .

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