PUNTO 1-Utility quotate driver per polo aggregativo, ma pesa lentezza Comuni

mercoledì 4 marzo 2015 16:28
 

* De Vincenti: "Entro fine marzo progetto Comuni su partecipate"

* Valotti: "Non ho capito se Comuni se ne stanno interessando"

* Stimoli per aggregazioni ci sono, Cdp ci sta ragionando (riscrive, aggiunge altri dettagli)

di Giancarlo Navach

MILANO, 4 marzo (Reuters) - A2A, Acea, Iren e Hera sono sostanzialmente pronte ad avviare il piano di aggregazioni con utility territorialmente vicine, ma si scontrano con le lentezze dei comuni soci che, a un mese dalla scadenza fissata dalla legge di stabilità, sembrano poco interessati ad avviare una ricognizione su come ridurre il numero delle tante partecipate sparse per l'Italia.

"Non ho capito due cose: se i comuni se ne stanno interessando per davvero e sarebbe bene che se ne interessassero; poi se quello di cui discuteranno riguarderà tutte le società partecipate o sarà la cosiddetta razionalizzazione delle società strumentali" dice il presidente di A2A, Giovanni Valotti, molto attivo in questi mesi nell'avviare un dialogo per una espansione della superutility in Lombardia guardando sia ad Acsm-Agam (Monza e Como) sia a Linea Group (Cremona, Pavia, Lodi e Rovato).

Il riferimento è al piano Cottarelli che distingue fra società di servizi pubblici che erogano i servizi finali ai cittadini e le tante società che generano servizi per i comuni stessi. Cottarelli indicava come importante la riduzione del numero di società (da 8.000 a 1.000) che offrono servizi non ai cittadini ma alla Pa "ed è li che si annida il 90% delle società che non hanno fatturato, hanno più amministratori che dipendenti e un difficile equilibrio economico".

Ostenta ottimismo, invece, il vice ministro allo Sviluppo economico con delega all'energia, Claudio De Vincenti, che ha oggi partecipato a un convegno di Agici al quale erano presenti i numeri uno delle principali utility nazionali. "Entro fine marzo i comuni devono presentare il progetto sui processi di riorganizzazione delle partecipate e, in particolare nei servizi pubblici locali, puntiamo a processi di riorganizzazione che siano di aggregazione. Dobbiamo costituire operatori industriali forti".

A realizzare questo progetto dovrebbero essere i quattro principali operatori, come evidenzia De Vincenti: "L'esperienza dei gruppi e delle società quotate è importante perché ha aperto la strada alla crescita dimensionale e all'aumento della capacità finanziaria di queste società. E' una esperienza che puo' fare da driver complessivo dei processi di aggregazione".   Continua...