RPT-A2A vuole crescere in Lombardia, ma devono decidere Comuni -Valotti

mercoledì 4 marzo 2015 13:19
 

MILANO, 4 marzo (Reuters) - A2A è pronta per avviare un piano di aggregazioni a livello territoriale lombardo, ma sconta la lentezza della procedura in capo ai Comuni azionisti che, entro fine marzo, devono decidere se avviare il piano di cessione delle partecipate, anche se al momento non sembra che ci sia un'accelerazione in tal senso.

A dirlo è il presidente della superutility lombarda, Giovanni Valotti che parlando, a margine di un convegno organizzato da Agici-Accenture, ha ribadito la posizione dell'azienda: "Quello a cui sta pensando A2A, il mandato ricevuto dai nostri azionisti al momento del nostro insediamento, è di avviare possibili operazioni di integrazione dal territorio e in particolare dalla Lombardia. Certo che un player forte in Lombardia è il primo candidato poi a fare integrazioni con altre territori".

Il manager sottolinea che "non vogliamo né comprare tout court né smontare le imprese esistenti" ma "un modello di sviluppo intelligente secondo cui il big player, come A2A, Hera o Acea, attivi alleanze con altri operatori, se interessati, per fare crescere gli altri operatori e non per svuotarli, un sistema solare con tanti satelliti e quelli che si ingrandiscono sono quelli più piccoli".

Ma i tempi stringono e il governo ha fissato paletti: i comuni devono presentare un piano di razionalizzazione entro fine marzo per accedere agli incentivi, ovvero l'utilizzo dei fondi dalle cessioni al di fuori del patto di stabilità.

"Non ho capito due cose: se i comuni se ne stanno interessando per davvero e .. sarebbe bene che se ne interessassero; poi se quello che di cui discuteranno riguarderà tutte le società partecipate o sarà la cosiddetta razionalizzazione delle società strumentali", ha aggiunto Valotti.

Il riferimento è al piano Cottarelli che ha disegnato la differenza fra la società di servizi pubblici che eroga i servizi finali ai cittadini e le tante società che generano servizi per i comuni stessi, spiega Valotti.

Cottarelli indicava come importante la riduzione del numero di società che offrono servizi non ai cittadini ma alla Pa "ed è li che si annida il 90% delle società che non hanno fatturato e hanno più amministratori che dipendenti e un difficile equilibrio economico", ha concluso Valotti.

(Giancarlo Navach)   Continua...