Trading alta frequenza,aumento peso 10% vuol dire +3-6% volatilità-Consob

lunedì 2 marzo 2015 11:48
 

MILANO, 2 marzo (Reuters) - Un aumento del 10% del peso dei cosiddetti 'high frequency traders puri' negli scambi effettuati sul mercato italiano ha comportato un aumento della volatilità intraday del 4-6%, che scende al 3-5% considerando l'operatività delle banche di investimento che utilizzano tecnologie "high frequency".

E' quanto emerge da un nuovo quaderno di finanza Consob che contiene la prima analisi empirica sull'impatto del trading ad alta frequenza a Piazza Affari nel periodo compreso fra il 2011 e il 2013.

Per misurare l'attività del trading super veloce lo studio utilizza due approcci: nel primo fa riferimento a 14 operatori identificabili come high frequency traders (o hftrs) sulla base di informazioni pubblicamente disponibili sulla loro strategia operativa (i cosiddetti hft "puri"); nel secondo include anche l'operatività in conto proprio di banche di investimento che dispongono di queste tecnologie.

"A seconda dell'approccio di misurazione dell'attività in hft utilizzato, un incremento di 10 punti percentuali del peso degli hft 'puri' sul totale degli scambi determina un aumento della volatilità intraday (calcolata su un intervallo di 10 secondi ed espressa su base annua) compreso tra i 4 e i 6 punti percentuali (su un ordine di grandezza della volatilità che si colloca attorno al 15% circa per i titoli inclusi nell'analisi)" si legge nella sintesi contenuta nella newsletter di oggi. "Considerando invece un range più ampio di scambi in hft, che includa anche l'operatività delle banche d'investimento, l'effetto risulta compreso tra i 3 e i 5 punti percentuali".

Secondo i dati più aggiornati prodotti da uno studio dell'Esma (European Securities and Markets Authority) il peso degli scambi riconducibili all'hft in Europa è stimabile in media tra il 24 e il 43%, a seconda del metodo utilizzato per identificare il fenomeno.

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