EI Towers-Rai Way, Bernstein alla ricerca del movente

venerdì 27 febbraio 2015 12:07
 

MILANO, 27 febbraio (Reuters) - L'ardita offerta d'acquisto di EI Towers su Rai Way continua a far interrogare mondo politico e mercato, che persevera comunque nel credere che in qualche modo un progetto di integrazione si farà visto che i titoli continuano a salire dopo la pausa di ieri. A fine mattina, Rai Way sale di 2,4% a 4,028 euro, Ei Towers +1,51% a 48,99 euro, Mediaset piatta.

Oggi a elencare nero su bianco le possibile ragioni di questa mossa spiazzante è Bernstein Research, che giudica l'operazione "tatticamente brillante ma industrialmente poco sensata" per Mediaset, controllante di EI Towers.

La logica economica dell'operazione, dice il broker, è inappuntabile perché l'integrazione delle torri di trasmissione ridurrebbe costi operativi e investimenti futuri e consentirebbe a Mediaset di diversificare i ricavi intercettando indirettamente quelli della concorrente Rai (azionista di controllo di Rai Way) in una fase ancora difficile per il mercato pubblicitario. Bernstein considera però le torri una "tecnologia del passato" e qui vede la debolezza "strategica" dell'investimento di Mediaset.

L'opposizione politica all'offerta, osserva lo studio, era largamente prevedibile anche se "è difficile sapere cosa pensi veramente il premier Matteo Renzi", le cui opzioni restano comunque limitate alla luce del vincolo esistente sul controllo pubblico di Rai Way tramite la Rai.

"Non crediamo che il management di EI Towers sia stato tanto ingenuo da ignorare" questo vincolo. Quindi, perché lanciare un'offerta pubblica quando sarebbe stato più ovvio cercare prima un accordo con Rai, si chiede Bernstein che si lancia in una serie di ipotesi.

Primo, la teoria del diversivo: il vero obiettivo di Fininvest è il via libera all'acquisto di Rcs Libri da parte di Mondadori e la mossa sulla Rai è un diversivo destinato consapevolmente a fallire ma da mettere sul piatto come rinuncia in cambio dell'altro deal.

Secondo, la teoria del gioco d'attesa: l'operazione non può avere oggi un via libera politico ma dopo la riforma della Rai, con un Cda più indipendente e forse con maggiori entrate pubblicitarie, EI Towers potrebbe rientrare in gioco.

Terzo, la teoria politica: dopo l'altalena del governo sulle norme sul canone delle frequenze, Silvio Berlusconi vuole dare un segnale a Renzi di avere ancora una forza di cui bisogna tenere conto o, in alternativa, e di essere disposto a sostenerlo politicamente in cambio di concessioni di tipo economico.

Quarto, la teoria del Pac-Man: Mediaset e Fininvest innescano la transazione nella speranza che sia la Rai a lanciare una contro-offerta o che emerga un terzo a guidare il consolidamento.   Continua...