EI Towers-Rai Way, per mercato porta non chiusa, per Akros ipotesi Ops

giovedì 26 febbraio 2015 12:54
 

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - Il mercato non crede fino in fondo al no del Tesoro all'offerta lanciata a sorpresa da EI Towers su Rai Way e non esclude che si possa aprire ora una fase negoziale tra Mediaset e governo, azionisti di riferimento delle due società.

Dopo il balzo registrato ieri dai due titoli, oggi non ci sono scivoloni come una bocciatura definitiva potrebbe far pensare. Eppure il governo ieri sera ha ribadito che "un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 2 settembre 2014 ha stabilito di mantenere in capo a Rai una quota nel capitale non inferiore al 51%" di Rai Way, mentre l'Opas di EI Towers è subordinata al raggiungimento del 66,67% del capitale.

"Il mercato è cauto dopo che ieri sembrava dare per certa un'operazione che presenta molti ostacoli, ma ancora oggi non sembra convinto che non si farà", dice un analista.

Ieri EI Towers, che ha annunciato un'offerta d'acquisto su Rai Way che valorizza la controllata Rai 4,5 euro per azione (in contanti e azioni), è salita del 5,3%, Rai Way ha guadagnato il 9,5% a 4,05 euro. Oggi intorno alle 12,30 EI Towersn è piatta, Rai Way cede l'1,7%.

Esn/Banca Akros si chiede se l'entusiasmo di ieri non sia stato prematuro e taglia a "hold" da "buy" il giudizio su EI Towers perché il valore attuale del titolo di fatto prezza anche un esito positivo dell'operazione.

"Le opzioni di EI Towers appaiono limitate visto che non può soddisfare la condizione di ottenere la maggioranza di Rai Way", scrive il broker che però ipotizza una via alternativa: mantenendo le stesse valutazioni, ma con un'operazione carta contro carta, si arriverebbe a una newco con la Rai al 31% del capitale e Mediaset al 21%, con un 52% in mano italiana (seppure non pubblica) e con Rai in maggioranza. E' vero che così gli azionisti di Rai Way (che oggi terrà un cda straordinario secondo una fonte, mentre è in corso il board Rai) non riceverebbero cash e Rai non avrebbe risorse fresche per tagliare il debito. L'analista immagina anche possibili accordi per una governance a garanzia dell'azionista pubblico e per una regolamentazione specifica che aumenti la vigilanza sulla nuova entità.

Che dalle posizioni distanti di ieri possa nascere una trattativa non è dato sapere. Nessun commento ufficiale è stato fatto dopo la nota del governo. Ma, come dice una fonte vicina alla vicenda, "tecnicamente quel decreto può anche essere cambiato".

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