A2A, comuni incassano 135 mln circa da vendita, marzo mese clou per riassetto

mercoledì 25 febbraio 2015 16:34
 

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - Il collocamento del 5,1% del capitale di A2A effettuato sul mercato dalle tesorerie dei due comuni principali azionisti, Milano e Brescia, in più tranche, a un prezzo medio di 0,84 euro per azione, ha fruttato intorno ai 135 milioni di euro, 65 milioni per Brescia e intorno ai 70 milioni per Milano che aveva più azioni da cedere.

Secondo quanto riferisce una fonte di Palazzo Marino, considerato che la gran parte della vendita è avvenuta nel 2015, i proventi potranno essere utilizzati per investimenti al di fuori dei vincoli del patto di stabilità.

Una boccata di ossigeno, dunque, per le amministrazioni di Milano e Brescia, che giunge alla vigilia di un mese importante per mettere alcuni tasselli ai fini di una espansione territoriale da parte della superutility lombarda. La legge di stabilità prevede, infatti, che entro il 31 marzo prossimo le amministrazioni pubbliche devono definire e approvare un piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni dirette e indirette, le modalità e i tempi di attuazione.

"Marzo sarà un mese importante in vista della definizione e presentazione del piano industriale di A2A il prossimo 10 aprile", sottolinea la fonte a Reuters.

Il mercato e i report degli analisti si attendono che A2A, ma anche Hera, Acea e Iren, implementino il processo di consolidamento attraverso una serie di incorporazioni di realtà più piccole, attigue o prossime in termini geografici. Inoltre, il Fondo strategico italiano (Cdp) è pronto a investire, sempre che i comuni decidano di valorizzare le loro quote.

Per quanto riguardo A2A il piano dovrebbe prevedere accordi con Acsm-Agam, la multiutility di Como e Monza di cui A2A detiene il 21% del capitale, o la più grande Linea Group Holding (Lgh) che rappresenta l'area a sud della Lombardia (Cremona, Pavia, Lodi e Rovato). Un modello simile a quello di Hera che mantenga il radicamento territoriale delle aziende coinvolte, ha sottolineato di recente il presidente, Giovanni Valotti.

Una fonte del comune di Como dice che sono in corso discussioni, ma non c'è ancora una direzione presa.

Una cosa è comunque certa: nel piano industriale di A2A non ci sarà alcun annuncio di un'acquisizione, come ha puntualizzato lo stesso presidente di A2A, Valotti.

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