Banche italiane vedono rischi in piano separazione trading e retail

martedì 24 febbraio 2015 16:57
 

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - Il progetto europeo di riforma strutturale delle banche, che prevede una separazione delle attività retail da quelle di trading potrebbe non limitare i rischi ma anzi aumentarli per le banche italiane.

Lo ha detto l'AD di Mediobanca Alberto Nagel nel corso di una audizione al Senato.

"Quello della banca retail è un business molto maturo e se lo si costringe in una gabbia molto stretta lo si mette in maggiore difficoltà", ha detto Nagel citando il progetto comunitario avanzato sulla base del rapporto Liikanen che punta a separare attività retail da attività di trading con la finalità di evitare che rischi finanziari possano contaminare le attività sull'economia reale.

"Questa separazione consegnerebbe fonti di reddito [che le banche potrebbero utilizzare per sostenere la bassa redditività retail] ad altri soggetti meno regolamentati", aumentando i rischi complessivi anzichè limitarli.

Dubbi sui possibili rischi di questa riforma sono stati sollevati sempre in audizione al Senato, poco prima anche da Gian Maria Gros Pietro, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sp.

Anche lui vede il rischio che le attività di trading migrino verso entità meno regolamentate (shadow banking) al di fuori dell'Unione europea, ma anche quello di una riduzione della capacità del settore bancario di sostenere l'economia reale.

Le banche, dice Gros Pietro nell'audizione, avrebbero un maggiore costo di finanziamento come conseguenza della minore capacità di finanziarsi sul mercato all'ingrosso e anche ci sarebbe un maggiore costo del finanziamento per le eventuali banche di trading che non potrebbero più beneficiare del merito creditizio della Capogruppo.

Ci sarebbero poi maggiori costi di compliance, secondo il presidente di Intesa Sp, e un appesantimento delle strutture di governance delle banche, dovuto alla duplicazione degli organi societari.

(Stefano Bernabei)

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