Italia accelera su piano bad bank per sciogliere nodo sofferenze

venerdì 20 febbraio 2015 16:15
 

di Giselda Vagnoni e Alessandra Galloni

ROMA, 19 febbraio (Reuters) - Il governo di Matteo Renzi è al lavoro su uno dei principali problemi dell'economia italiana, la montagna dei crediti anomali accumulati dalle banche, con l'obiettivo di annunciare, nel giro di poche settimane, la nascita di una società munita di garanzie statali alla quale trasferire tali crediti, riferiscono fonti governative.

Di questo progetto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha discusso oggi con il vice direttore generale della Banca d'Italia Fabio Panetta, ha riferito una fonte vicina alla situazione. Padoan è anche in contatto con la Commissione europea per verificare che la nuova bad bank non sia in contrasto con le norme europee sugli aiuti di Stato.

L'esecutivo non vuole entrare con una quota significativa in questa nuova società ma porrebbe la propria garanzia sui titoli emessi per finanziare l'acquisto dei crediti in sofferenza, secondo le fonti.

"Stiamo studiando ipotesi fortemente orientate al mercato e in cui il ruolo del settore pubblico sia limitato e compatibile con la disciplina comunitaria", ha detto giovedì il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Obiettivo dichiarato è quello di liberare le banche da un onere cresciuto oltre ogni aspettativa con la crisi economica e che drena risorse al sistema produttivo e frena la crescita economica.

Secondo dati del Fondo monetario internazionale, le banche italiane siedono su circa 330 miliardi di crediti anomali, ossia prestiti che saranno rimborsati in ritardo o per nulla. Questa cifra, che corrisponde a circa un quinto del Pil italiano, è triplicata dal 2007. Per circa 180 miliardi si tratta di sofferenze, cioè di crediti che hanno minori chance di essere ripagati.

Norme fiscali, procedure di recupero crediti estremamente lente, scarsa produttività hanno finora trattenuto le banche dal cedere a terzi i propri prestiti deteriorati come succede in altri paesi. Un altro ostacolo è il grande gap tra il prezzo che i potenziali acquirenti sono pronti a pagare e la perdita che le banche sono pronte ad accettare.

Gli istituti di credito italiani hanno dunque chiuso i rubinetti e reso ancora più asfittica l'economia del paese.   Continua...