PUNTO 1-Popolari, risiko in rampa di lancio, primi ragionamenti tra banche

mercoledì 18 febbraio 2015 15:43
 

(riscrive aggiungendo dichiarazioni vertici banche, contesto)

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - Il risiko delle banche popolari è ancora in rampa di lancio, ma gli istituti ci stanno già lavorando sotto traccia nonostante le smentite ufficiali di rito alle molteplici indiscrezioni stampa su possibili ipotesi di aggregazione.

A margine dell'esecutivo odierno dell'Abi, chi si è sbilanciato di più è stato l'AD di Popolare Milano Giuseppe Castagna che, pur bocciando come "illazioni" le indiscrezioni su un matrimonio con Popolare Emilia, si è detto interessato a creare, con altre popolari, il terzo o quarto polo bancario italiano.

"Ora abbiamo questa occasione di farlo, magari tra popolari, vedremo se è un progetto condiviso", ha detto.

Anche l'AD di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, comincia a ragionare in termini di sinergie con altre banche, proponendo il proprio istituto come potenziale soggetto aggregante e strizzando l'occhio proprio a Popolare Milano, ipotesi che il banchiere non ha mai negato di privilegiare rispetto ad altre.

Al momento l'istituto non ha però contatti con nessuno e smentisce anche l'ipotesi circolata nei giorni scorsi di un'integrazione a tre con UBI Banca e Mps.

Qualsiasi discorso su matrimoni tra banche "è prematuro" per l'AD di Pop Emilia Alessandro Vandelli secondo cui questa "è una fase in cui ci sono colloqui in generale con tutti ma nulla di particolare". Aspetta, invece, la conversione del decreto l'AD di UBI Banca Victor Massiah: "aspettiamo di conoscere le regole prima", ha detto.

A fine gennaio il governo ha varato un decreto legge che prevede la trasformazione in Spa delle principali banche popolari con asset oltre 8 miliardi di euro entro 18 mesi dall'emanazione del regolamento della Banca d'Italia. Il governo continua a difendere la riforma con l'obiettivo di ottenere la conversione senza sostanziali modifiche e gode del pieno appoggio di Banca d'Italia.

Gli istituti, rappresentati da Assopopolari, i sindacati e alcuni esponenti della stessa coalizione di governo, invece, hanno manifestato netta contrarietà. Possibili correttivi potrebbero essere l'introduzione di un limite al possesso azionario o del voto plurimo. "La cosa più semplice è il limite al possesso azionario", dice a questo proposito Saviotti.   Continua...