Bene bad bank, attenzione a rischio credito bond sovrani - Angeloni (Bce)

mercoledì 18 febbraio 2015 09:00
 

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - L'idea di una bad bank per l'Italia è "molto buona" secondo Ignazio Angeloni, membro del consiglio di supervisione della Bce. Intervistato da La Repubblica, Angeloni, ha anche avvertito che, per il sistema bancario non solo italiano, esiste un rischio di credito sui titoli di stato e il regime prudenziale delle banche ne deve tenere conto.

A proposito del progetto di una soluzione che consenta alle banche di liberarsi dei crediti inesigibili, Angeloni dice: "Ne abbiamo sentito parlare e seguiamo con attenzione. Non è stata un'iniziativa innescata da noi, ma a me personalmente sembra un'ottima idea. Altri paesi lo hanno fatto, con successo. Mi sembra che ci si stia muovendo nella giusta direzione. E il ruolo dello stato è abbastanza cruciale, perché c'è una finalità pubblica in queste misure".

L'economista milanese, però, invita il governo italiano a "sedersi al tavolo a Bruxelles e definire bene prima tutti (gli) aspetti (del progetto bad bank)", per evitare di incorrere nell'accusa di aiuto di stato.

Parlando del peso dei titoli sovrani nei bilanci delle banche, Angeloni argomenta: "E' una notevole concentrazione di rischio su un emittente unico. C'è un problema sui margini di capitale, perché abbiamo visto che i titoli di stato non sono più sinonimo di sicurezza totale. E c'è una questione che riguarda le grandi esposizioni su un solo emittente di debito, spesso lo stato dove la banca ha la sua base operativa".

E rispondendo alla domanda se verrà chiesto alle banche di accantonare capitale a fronte dei titoli di stato in portafoglio, Angeloni rinvia la palla al comitato di Basilea, ma argomenta: "C'è un rischio di credito anche sui titoli di stato e il regime prudenziale delle banche ne deve tenere conto. Se un istituto di stato diversifica in modo più equilibrato in titoli di diversi governi, riduce il rischio di concentrare troppo gli investimenti. In fondo, l'unione bancaria è nata proprio per questo: ridurre il nesso tra gli stati e le banche".

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