RPT-Ferrero, scomparso il patriarca, le redini al figlio Giovanni, si ragiona su futuro

lunedì 16 febbraio 2015 17:00
 

(elimina refuso)

di Giancarlo Navach

MILANO, 16 febbraio (Reuters) - Con lo scomparsa di Michele Ferrero, sabato scorso all'età di 89 anni, le redini della multinazionale del cioccolato e dei dolciumi presente in ben 53 paesi sono nelle mani di Giovanni, l'unico figlio rimasto, amministratore unico del colosso dal 2011, a seguito della improvvisa morte del fratello Pietro.

Nel breve termine non cambierà nulla, in attesa che di conoscere quale sarà la distribuzione del pacchetto azionario fra la vedova, Giovanni e i figli di Pietro. L'azienda non è quotata e questo semplifica il tutto. Ma è evidente che se la maggioranza del pacchetto andasse a Giovanni, avrebbe più forza nella gestione dell'azienda, sottolinea a Reuters una fonte vicina alla società di Alba.

Nel medio termine potrebbe tornare l'ipotesi di una operazione con un colosso mondiale, come la Nestlé, smentito non più tardi di due anni fa. "Ritengo che prima o poi una acquisizione si farà e anche l'ipotesi Nestlé potrebbe rientrare in ballo per crescere a livello internazionale. Inoltre, non c'è più il padre che si è sempre opposto a qualsiasi espansione per linee esterne", sottolinea la fonte.

"Premesso che questo è il momento del cordoglio e del lutto, credo che non cambierà nulla perché la proprietà è tutta della famiglia e siamo fiduciosi che la Ferrero proseguirà nel solco tracciato: da un lato impresa multinazionale, dall'altro con un fortissimo radicamento nel Paese e con forte senso di responabilità sociale, sempre nel cuore del signor Michele", dice il sindaco di Alba, Maurizio Morello.

Ed una prova del legame Alba/Ferrero si vedrà già da domani, quando chiunque potrà dare l'ultimo omaggio al patriarca nella camera ardente allestita nell'atrio dello stabilimento di Alba. Mercoledì 18, giorno dei funerali, è stato proclamato lutto cittadino.

Nessuno dimentica, fra gli abitanti di Alba e dintorni, quanto ha fatto per la comunità il "signor Michele", l'inventore della Nutella, famosa in tutto il mondo, del Mon Cheri e dell'ovetto Kinder. Nel secondo dopo guerra i contadini proprietari dei vigneti non erano in grado di vinificarli per mancanza di soldi, ebbene, Ferrero, come sottolineano diverse fonti, iniziò ad assumere i lavoratori delle Langhe nella stagione invernale, mentre d'estate gli stessi hanno potuto utilizzare quanto guadagnato per produrre i vini e diventare imprenditori. Non ultimo il welfare aziendale: ancora oggi ci sono gli autobus che prelevano e accompagnano a casa i lavoratori nelle Langhe o il premio annuale agli operai in funzione dell'andamento dell'azienda o la Fondazione Ferrero per i pensionati.

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