12 febbraio 2015 / 19:24 / 3 anni fa

Tesoro pensa effettuare programmata cessione quota Enel entro fine marzo - fonti

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - Il governo sta cercando di mettere a punto la programmata cessione di una quota di Enel entro la fine di marzo in modo da dare prova di credibilità agli investitori esteri e preparare la strada per le altre vendite già annunciate.

Lo riferisce una fonte finanziaria vicina alla vicenda.

Il ministero dell‘Economia ha detto l‘anno scorso di voler cedere fino al 6% del gruppo elettrico entro la fine del 2014, ma ha poi deciso di posporre il collocamento a causa delle cattive condizioni del mercato.

Una fonte del Tesoro si limita a dire che “l‘operazione sarà fatta entro l‘anno alle migliori condizioni di mercato”.

Contemporaneamente il governo ha anche deciso di rinviare alla seconda metà del 2015 il collocamento del 40% di Poste italiane per preparare al meglio il debutto sul mercato della società.

Il Tesoro, che è alla ricerca di mezzi freschi ed è impegnato a ridurre l‘enorme debito pubblico italiano, potrebbe rastrellare quasi 2 miliardi dalla cessione delle azioni di Enel.

“Il Tesoro vuole mostrare di poter attrarre gli investitori esteri e portare a termine una vendita con successo”, ha detto una fonte vicina alla situazione, aggiungendo che la vendita potrebbe arrivare a breve.

La fonte dice che il Mef sta puntando a vendere la partecipazione entro la fine di marzo. “Gli adviser stanno monitorando il mercato per trovare una finestra-opportunità”, ha detto ancora la fonte.

Una fonte bancaria vicina alla società ha detto che le banche sono state allertate: una volta che la decisione è stata presa una vendita attraverso un accelerated book building può essere fatta in poche ore.

Enel, una delle utility europee più indebitate, presenterà il primo aggiornamento del piano industriale firmato dal nuovo Ad Francesco Starace il 18 marzo. Ci si aspetta che il management del gruppo concentri gli sforzi sulla riduzione del debito e la crescita nei mercati emergenti e nel settore delle rinnovabili.

“Potrebbe avere senso per gli investitori aspettare per sapere cosa dirà il nuovo Ad prima di sborsare i soldi”, ha detto la fonte bancaria.

(Francesca Landini e Stephen Jewkes)

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