February 12, 2015 / 3:28 PM / 2 years ago

RPT-PUNTO 2-Saipem Algeria, chiesto giudizio per Scaroni, società e altri -fonte

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(Rinvia senza modifiche)

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex AD di Eni Paolo Scaroni e altri sette indagati, oltre che per le società Eni e Saipem, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

Lo riferisce una fonte giudiziaria. La procura aveva depositato l'atto di chiusura indagini lo scorso 14 gennaio.

Al centro della vicenda c'è l'acquisizione di sette contratti d'appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

Un portavoce riferisce che Scaroni, per il quale si ipotizza il reato di frode fiscale oltre a quello di corruzione internazionale, così come per l'ex-direttore operativo di Saipem Pietro Varone, "si dichiara totalmente estraneo alla vicenda, e la sua completa estraneità si evince anche dal contenuto delle intercettazioni telefoniche apparse sui quotidiani".

"Il non coinvolgimento di Eni è confermato inoltre dai rapporti investigativi della Sonatrach, pubblicati oggi dal Corriere della Sera, che non fanno alcun riferimento alla società né al dottor Scaroni", spiega il portavoce.

L'avvocato di Varone ha detto invece di essere in attesa della notifica e della fissazione dell'udienza preliminare.

Saipem ed Eni, indagate per la legge 231 sulla responsabilità delle società per i reati eventualmente commessi dai propri dirigenti nell'interesse aziendale, contattate per email e al telefono, non hanno rilasciato commenti.

Oltre a Scaroni, Varone e le due società, nelle indagini, partite oltre due anni fa, figurano l'ex presidente di Saipem Pietro Tali, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro algerino dell'Energia Chekib Khelil), l'ex presidente e AD di Saipem Algeria, Tullio Orsi, e i dirigenti - o ex - di Saipem ed Eni Alessandro Bernini e Antonio Vella.

I legali di Bedjaoui, Roberto Pisano e Giuseppe Staiano, nel ribadire l'estraneità del loro assistito alle accuse, hanno rimandato alla nota diffusa in occasione dell'avviso di chiusura indagini, il mese scorso.

Al momento, i legali degli altri indagati, contattati per telefono o per mail, non hanno replicato.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto gli addebiti.

La richiesta di rinvio a giudizio è un atto che viene notificato alle parti nel momento in cui il giudice fisserà la data dell'udienza preliminare, durante la quale deciderà se accogliere le richieste della procura o prosciogliere gli imputati.

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