Saipem Algeria, chiesto giudizio per Scaroni, società e altri -fonte

giovedì 12 febbraio 2015 14:03
 

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex AD di Eni Paolo Scaroni e altri sette indagati, oltre che per le società Eni e Saipem, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

Lo riferisce una fonte giudiziaria. La richiesta di rinvio a giudizio è un atto che viene notificato alle parti nel momento in cui il giudice fisserà la data dell'udienza preliminare durante la quale deciderà se accogliere le richieste della procura o prosciogliere gli imputati.

La procura aveva depositato l'atto di chiusura indagini lo scorso 14 gennaio.

Oltre al reato di corruzione internazionale, per Scaroni e per l'ex direttore operativo di Saipem Pietro Varone, fra gli altri, viene anche ipotizzato il reato di frode fiscale.

Al momento il legale di Scaroni, contattato via mail, non ha rilasciato commenti, mentre quello di Varone ha riferito di essere in attesa della notifica e della fissazione dell'udienza preliminare.

Saipem ed Eni, indagate per la legge 231 sulla responsabilità delle società per i reati eventualmente commessi dai propri dirigenti nell'interesse aziendale, contattate per email e al telefono, al momento non hanno rilasciato commenti.

Al centro della vicenda c'è l'acquisizione di sette contratti d'appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

Oltre a Scaroni, Varone e le due società, nelle indagini, partite oltre due anni fa, figuravano l'ex presidente di Saipem Pietro Tali, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro algerino dell'Energia Chekib Khelil), l'ex presidente e AD di Saipem Algeria, Tullio Orsi, e i dirigenti - o ex - di Saipem ed Eni Alessandro Bernini e Antonio Vella. Al momento i legali non sono stati raggiungibili per un commento.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto gli addebiti.   Continua...