Tesoro, in 13 derivati ci sono clausole chiusura anticipata - Cannata

martedì 10 febbraio 2015 14:35
 

ROMA, 10 febbraio (Reuters) - In tredici contratti derivati stipulati dal ministero dell'Economia con le banche "sono presenti clausole di risoluzione anticipata legata al valore di mercato" e in uno di questi la clausola può essere esercitata nel 2015.

Lo dice la responsabile del debito pubblico, Maria Cannata, durante un'audizione alla Camera.

"Tale facoltà è riconosciuta ad entrambe le parti contraenti a date predefinite", spiega la dirigente del Tesoro.

In alcuni casi non è necessario che si verifichi una qualche condizione (break clauses) perché scatti la clausola.

In altri, invece, la chiusura è prevista "al verificarsi di un evento di credito (credit event) che, in particolare, consiste nella riduzione del merito di credito da parte di una delle due agenzie di rating al di sotto di una certa soglia: 'A-' nel caso di Standard and Poor's e 'A3' nel caso di Moody's", spiega Maria Cannata.

I derivati di Stato alimentano da anni polemiche e sospetti. L'episodio più discusso risale al 3 gennaio 2012, quando il Tesoro ha versato a Morgan Stanley 2,6 miliardi di euro in conseguenza di una clausola di "Additional termination event" presente in alcuni contratti.

Dei tredici contratti, quattro sono Interest rate swap (Irs) e nove Swaption. Per uno degli Irs "la data di esercizio della clausola cade nell'anno corrente, per altri due si colloca nel corso del 2018".

Alla fine del 2014 i derivati emessi dalla Repubblica italiana ammontano a circa 159,6 miliardi.

Il valore di mercato aggiornato al terzo trimestre del 2014 è negativo per 36,87 miliardi.   Continua...