Popolari, relatore Pd propone un tetto ai diritti di voto

martedì 10 febbraio 2015 13:55
 

ROMA, 10 febbraio (Reuters) - Il governo "valuti la possibilità di limitare l'esercizio del diritto di voto in assemblea" per le banche popolari nell'ambito del decreto legge che impone loro la trasformazione in società per azioni e il superamento della regola una testa un voto.

La proposta arriva da Marco Causi, relatore del Partito democratico per il decreto che dovrebbe rendere più contendibili le dieci popolari con attivi superiori a 8 miliardi.

"Così si mantiene la caratteristica di 'public company', la proprietà diffusa del capitale. In Unicredit ad esempio c'è un tetto del 5%", spiega il deputato in una pausa dei lavori parlamentari.

Il decreto fissa la trasformazione in spa entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni attuative emanate dalla Banca d'Italia.

Le banche coinvolte sono 10: Ubi, Banco Popolare, Popolare Milano, Popolare dell'Emilia Romagna, Popolare Vicenza, Veneto Banca, Popolare Etruria, Credito Valtellinese, Popolare di Sondrio e Popolare di Bari.

Abolendo il voto capitario, il governo punta a favorire le aggregazioni in modo da avere banche più solide e in grado di aumentare il credito a famiglie e imprese.

Finora l'esecutivo ha escluso di fare marcia indietro nonostante le forti resistenze all'interno della maggioranza rispetto all'abolizione del voto capitario.

Le popolari considerano la trasformazione in spa un percorso ormai definito ma spingono per introdurre alcuni correttivi. Tra questi c'è la cosiddetta 'spa ibrida', che prevede l'introduzione di azioni a voto plurimo oltre al tetto azionario.

Causi spiega che ci vorrà tempo perché le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera inizino a votare gli emendamenti al decreto. "Abbiamo davanti ancora dieci giorni di audizioni", dice il deputato.   Continua...