Italia, industria in ripresa in 2015 grazie a euro,petrolio e Bce-studio

lunedì 9 febbraio 2015 12:48
 

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - Quest'anno l'industria manifatturiera italiana riceverà una nuova spinta dalle esportazioni, in parallelo a un miglioramento del mercato interno, grazie a una serie di fattori positivi, tra cui le misure espansive della Bce, l'indebolimento dell'euro, il calo dei prezzi del greggio.

E' quanto emrege dal rapporto di Analisi dei Settori industriali realizzato da Prometeia in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Le attese di ripresa per il 2015 saranno sostenute in gran parte delle esportazioni, grazie al repentino deprezzamento dell'euro sul dollaro in parallelo al consolidamento della ripresa Usa e all'annuncio del quantitative easing della Bce.

"Tenendo conto del peso dei paesi con valuta in apprezzamento sia come mercati di sbocco che come concorrenti, i settori che dovrebbero beneficiare maggiormente della caduta dell'euro sono la moda e la meccanica, a cui si aggiungono i mobili, gli elettrodomestici e l'elettronica", prevede il rapporto.

D'altra parte, l'analisi ravvisa come la parte finale del 2014 stia restituendo segnali di probabile miglioramento del quadro interno per il 2015, in grado di rafforzare la ripresa dell'industria italiana.

"Il dato più confortante è quello relativo ai consumi interni, che tra bassa pressione inflazionistica, forte calo dei prezzi dei carburanti, afflusso di turisti stranieri per Expo 2015 e misure fiscali espansive potrebbero ritrovare un sentiero di crescita", si legge.

Il fatturato dell'industria manifatturiera italiana dovrebbe aver chiuso il 2014 in sostanziale stabilità, su livelli inferiori di circa 70 miliardi a quelli del 2011 e di 185 rispetto al picco del 2007.

Il dato medio, evidenzia lo studio, cela risultati eterogenei tra i settori. In forte espansione, tra il 3% e il 4% in termini nominali, il sistema Moda ed Elettrodomestici. Rimbalzo marcato, superiore al 10%, per autoveicoli e mot.

Molto negativi, invece, i risultati stimati per i produttori di beni intermedi e per gli alimentari, in cui il successo sui mercati esteri non è bastato a compensare la debolezza della domanda interna.   Continua...