PUNTO 1-Italia, Pil 2015 oltre 0,5%, 2016 oltre 1,5%, aiuta QE -Visco

sabato 7 febbraio 2015 12:47
 

(aggiunge dichiarazioni Visco)

MILANO, 7 febbraio (Reuters) - La Banca d'Italia rivede verso l'alto le previsioni di crescita per l'Italia, soprattutto sotto la spinta del Quantitative easing della Bce, e sottolinea che questa occasione deve essere sfruttata dalla politica economica con misure che aumentino il potenziale di crescita.

Nel suo intervento al congresso Assiom Forex il governatore Ignazio Visco sottolinea che il QE darà un contributo positivo al Pil italiano superiore all'1% nel biennio 2015/2016.

A questo punto la stima di crescita per l'anno in corso diventa superiore allo 0,5% rispetto al +0,4% delineato a metà gennaio prima dell'annuncio dei dettagli del QE, mentre per il 2016 sale oltre l'1,5 (da +1,2%). Lieve variazione positiva per il quarto trimestre 2014 che ora Via Nazionale vede non positivo e non più leggermente negativo (la stima preliminare sarà diffusa il 13 febbraio).

Per il quadro futuro il governatore evidenzia che le condizioni geopolitiche con il loro impatto su commercio internazionale, prezzo del petrolio e tassi di cambio, costituiscono un fattore di elevata incertezza. Per questo "c'è un ampio intervallo intorno alle nostre previsioni" sull'effetto del QE, aggiunge Visco a braccio durante il suo intervento davanti alla platea degli operatori.

Al governo italiano la banca centrale chiede di continuare sulla strada delle riforme strutturali e, soprattutto, di impegnarsi per la loro attuazione. La politica monetaria da sola non basta, vanno create le condizioni per una ripresa della domanda interna, soprattutto per la componente investimenti.

L'Italia ha bisogno di sviluppare competenze, migliorando la sua dotazione di capitale umano. E, soprattutto, dove muoversi sul piano della legalità, contrastando corruzione e criminalità organizzata, attualmente su livelli intollerabili. La giustizia deve essere amministrata in modo più efficace per incoraggiare l'attività di impresa e attrarre in Italia risorse umane e finanziarie.

Per una ripresa degli investimenti occorre che il risparmio affluisca alle imprese non solo con il ritorno alla crescita del credito ma anche con un maggiore accesso diretto al mercato dei capitali. E di questo, conclude il governatore, potranno beneficare i settori più innovativi, maggiormente in grado di creare nuova occupazione.

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