Carige, Fondazione deve mantenere un ruolo significativo - sindaco Genova

giovedì 30 ottobre 2014 15:38
 

MILANO, 30 ottobre (Reuters) - La Fondazione Carige deve conservare un "ruolo significativo" nella banca genovese e continuare ad esercitare le sue "prerogative connaturate al possesso di una partecipazione rilevante nel capitale".

E' quanto auspica il sindaco di Genova, Marco Doria in vista delle decisioni che verranno assunte dal management di Carige per colmare il deficit patrimoniale emerso negli esercizi della Bce di domenica scorsa e in relazione ai futuri assetti azionari dell'istituto.

In una nota Doria sottolinea che l'esito dello stress test e i suoi effetti, "sono motivo di sorpresa e preoccupazione".

Infatti, spiega il sindaco, "il convincimento che era stato espresso sia dagli amministratori di Banca Carige sia dalla Banca d'Italia secondo cui l'aumento di capitale sociale attuato da Banca Carige nel luglio 2014 sarebbe stato idoneo a ripristinare la solidità patrimoniale della Banca... aveva indotto a ritenere che l'esame dei coefficienti patrimoniali di Banca Carige sarebbe stato superato positivamente o, comunque, senza conseguenze particolarmente onerose".

Lo scorsa estate la banca ha portato a termine una ricapitalizzazione da 800 milioni di euro ma, dagli stress test, sono emerse esigenze di nuovo capitale per 814 milioni di euro.

Il 'capital plan' approvato all'unanimità dal Cda di domenica prevede un aumento di capitale da 500-650 milioni, oltre ad alcune cessioni di asset. La prima, riguardante le due compagnie assicurative, è stata già chiusa con un impatto di riduzione del deficit di circa 100 milioni di euro.

L'aumento in vista comporta forti incognite per quanto riguarda il futuro assetto azionario della banca e soprattutto il ruolo della Fondazione Carige che, dopo avere partecipato all'ultima ricapitalizzazione con una quota del 19%, ridotta dopo il placement, non avrebbe risorse sufficienti per seguire un altro aumento dopo lo sforzo già compiuto.

Per il sindaco di Genova le decisioni che verrano prese dal management della banca "non possono, pertanto, prescindere da un'adeguata considerazione degli interessi degli azionisti di Banca Carige, ed innanzi tutto dei piccoli risparmiatori che nel capitale della banca hanno investito il loro patrimonio pochi mesi or sono, certi che tale decisione (e, sovente, sacrificio) avrebbe consentito alla banca di mantenere l'autonomia, l'autorevolezza e la presenza territoriale che l'hanno sempre caratterizzata sino ad oggi".

L'auspicio, prosegue Doria "è che tali decisioni siano assunte con la giusta ed equa ponderazione di tutti gli interessi in gioco (non solo di quelli prettamente bancari), senza ingiustificata fretta, avvalendosi di tutto il tempo concesso dalla normativa di settore".   Continua...