30 ottobre 2014 / 12:52 / tra 3 anni

PUNTO 3-Ast Terni, verso 290 esuberi, il 6/11 riprende trattativa- Guidi

* Governo sblocca impasse: il 6 novembre si torna al tavolo

* Landini: bene ma l‘azienda confermi il nuovo piano (Aggiunge nel titolo e testo convocazione per il 6 novembre)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - Thyssen Krupp, multinazionale tedesca che controlla Ast di Terni, apre alla mediazione del governo nella complessa vertenza per salvare le acciaierie umbre, impegnandosi a ridurre gli esuberi a 290 e a mantenere in funzione entrambi i forni dello stabilimento.

Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, auspicando ‘ad horas’ una riapertura della trattativa con il sindacato. In serata una nota del ministero comunica che azienda e sindacati sono stati convocati per il prossimo 6 novembre.

Il negoziato si era interrotto a inizio ottobre quando erano partite oltre 500 lettere di mobilità nell‘ambito di un piano di risparmi da 100 milioni anche tagliando l‘occupazione.

Il ministro ieri aveva incontrato l‘Ad di Ast Terni, Lucia Morselli, chiedendo una riduzione degli esuberi a 290 persone in due anni, da gestire con mobilità incentivata, e il mantenimento in attività di entrambi i forni del sito, uno a piena capacità produttiva, e l‘altro in funzione 5 giorni su sette.

Il governo ha anche messo a disposizione 10 milioni di euro di sconti sul prezzo dell‘energia.

Guidi, al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il sindacato al quale è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, ha annunciato che l‘azienda ha accettato un livello massimo di 290 esuberi, 140 dei quali già realizzati con uscite incentivate e volontarie. Ne rimangono 150 che stiamo cercando di preservare al massimo”.

Thyssen sarebbe anche disposta a mantenere l‘attività “su entrambi i forni, uno al massimo e l‘altro con una turnazione che consente di mantenere l‘integrità produttiva per i prossimi anni, con un impatto occupazionale minimo possibile”.

SINDACATI SODDISFATTI. LANDINI: NOVITA’ POSITIVE

L‘annuncio di oggi è servito a svelenire gli animi dopo gli scontri di ieri con la polizia che hanno causato alcuni feriti durante la manifestazione dei lavoratori dell‘Ast davanti all‘ambasciata tedesca a Roma.

“Date le informazioni di questa mattina abbiamo dato la nostra disponibilità a riprendere la trattativa e abbiamo valutato positivamente le novità introdotte”, ha detto il leader della Fiom Maurizio Landini, che ieri è stato protagonista di uno sfogo contro il governo dopo le cariche della polizia.

Landini è soddisfatto dei passi avanti rispetto “al piano di luglio, giudicato da tutti inaccettabile, con la chiusura di un forno e il secco ridimensionamento della delle acciaierie”.

Ma ora aspetta di avere conferma degli impegni dalla viva voce dell‘azienda “affinché il nuovo piano industriale diventi la base della trattativa per mantenere la produzione e fare investimenti per i prossimi anni”.

Secondo i sindacati il piano prevede un taglio della produzione da 1,1 milioni circa a 700.000-800.000 tonnellate in tre anni fino al 2017.

“CRISI RISCHIA DI PRODURRE DERIVE”

“Dobbiamo evitare che il difficile momento di crisi possa rappresentare l‘involontaria scintilla di conflitti e tensioni che rischierebbero di innescare pericolose derive”, ha detto nel pomeriggio il ministro dell‘Interno Angelino Alfano in un‘informativa in Senato sui fatti di ieri.

“E’ lontana anni luce da questo governo e da questo ministero dell‘Interno l‘idea di manganellare gli operai”, ha detto Alfano, riferendo che i feriti, con prognosi fra 3 e 15 giorni, sono otto - quattro tra operai e sindacalisti e quattro poliziotti.

Invitando a evitare di cavalcare “la tensione occupazionale che può dare un frutto immediato, ma... avvelenato”, Alfano ha quindi ribadito la volontà di istituire presso il Viminale un tavolo permanente “che consenta la migliore governance delle manifestazioni, sopratutto quando sono a sfondo occupazionale”.

Thyssen, proprietaria delle Ast Terni dagli anni 90, aveva già ceduto lo stabilimento ai finlandesi di Outokumpu . L‘Antitrust Ue ha però imposto a fine 2012 la restituzione degli impianti umbri alla Thyssen da parte di Outokumpu come condizione per autorizzare il gruppo finlandese all‘acquisto di Inoxum, già controllata dai tedeschi.

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