Italia, cala rischio povertà ed esclusione sociale nel 2013 -Istat

giovedì 30 ottobre 2014 11:10
 

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - La percentuale di italiani a rischio povertà o esclusione sociale nel 2013 si attestava al 28,4%, un miglioramento di 1,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

E' quanto emerge dall'indagine "Reddito e condizioni di vita" condotta dall'Istat, che precisa che l'indicatore deriva dalla combinazione del rischio di povertà, della grave deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro.

L'indicatore, spiega l'istituto di statistica, nel 2013 è sceso "a seguito della diminuzione della quota di persone in famiglie gravemente deprivate (dal 14,5% al 12,4%); stabile la quota di persone in famiglie a rischio di povertà (19,1%) e in leggero aumento quella di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dal 10,3% all'11,0%)".

Rispetto al 2012 la diminuzione della grave deprivazione "è determinata dalla riduzione della quota di individui in famiglie che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 16,8% al 14,2%), di coloro che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 42,5% al 40,3%) o non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (dal 21,2% al 19,1%)".

Mentre il rischio di povertà o sclusione sociale diminuisce soprattutto al Centro e al Nord, rispettivamente a -7,7% e -5,9%, il calo meno significativo (-3,7%) si registra nel Mezzogiorno, dove il valore si attesta al 46,2%, "più che doppio rispetto al resto del Paese".

Il rischio nel 2013 è diminuito tra gli anziani soli, i monogenitori, le coppie con un figlio e le famiglie con un minore o un anziano, mentre si è registrato un peggioramento per le famiglie con tre o più figli.

L'istituto spiega che "la metà delle famiglie residenti in Italia ha percepito, nel 2012, un reddito netto non superiore a 24.215 euro l'anno (circa 2.017 al mese); nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie percepisce meno di 19.955 euro (circa 1.663 euro mensili) ... Il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,7% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta il 7,9%".

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